Gruppo PSA rassicura: “Opel sta rispettando gli accordi di produzione”

Fusione Opel-PSA: la proprietà francese del marchio tedesco smentisce le voci relative al taglio di 4.000 posti di lavoro dopo il malcontento espresso nei giorni scorsi dai gruppi sindacali.

Ad oltre un anno dalla fusione Opel-PSA (l’accordo tra i governi risale a febbraio 2017), l’azienda tedesca – che a partire dal 2020 dovrebbe ridurre drasticamente il numero delle proprie concessionarie in Europa – sta attraversando una lenta fase di ristrutturazione, portata avanti dalla nuova proprietà francese che prevede, tra le altre misure di risanamento, una riduzione della forza lavoro.

I timori dei sindacati tedeschi dopo la fusione Opel-Gruppo PSA

Come riferisce un articolo del sito di Repubblica del 20 aprile, il sindacato rappresentante degli operai ha stimato che la ristrutturazione aziendale potrebbe portare a 4000 licenziamenti Opel entro il 2020. Schaefer-Klug, capo del consiglio di fabbrica della casa tedesca, ha sottolineato come gli operai siano sottoposti ad una grande pressione e ha aggiunto: “Quando non ci sarà più nessuno voglio vedere chi farà tutto il lavoro“. La questione coinvolge in particolare gli stabilimenti di Ruesselsheim, Eisenach e Kaiserslautern ma il sindacato IG Metall non ha ancora prodotto un piano di produzione dettagliato per questi impianti.

Il governo federale tedesco non ha fatto mancare il proprio supporto, con il ministro del lavoro Hubertus Heil e il ministro degli affari economici Peter Altmaier che hanno preso contatto con la dirigenza della PSA per chiedere di rispettare gli accordi presi al momento della acquisizione della Opel. “Il governo federale“- ha aggiunto il portavoce Steffen Seibert – “deve fare tutto quanto è possibile per salvaguardare gli impianti e il lavoro in Germania“.

Fusione Opel PSA
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La replica del Gruppo PSA sul rilancio Opel

La risposta da parte del gruppo francese non si è fatta attendere. PSA ha assicurato che gli accordi in essere in merito alla produzione Opel saranno rispettati, sottolineando come qualsiasi informazione diversa sia da considerare come “pura speculazione“. Inoltre è approntato un piano di investimento a favore degli impianti tedeschi che entrerà in azione quando saranno raggiunte le condizioni di fattibilità: questo, nei piani della proprietà francese, basterà a garantire la sostenibilità di Opel.

Dalla PSA arrivano ulteriori segnali di distensione: dopo aver già firmato accordi di rendimento in Spagna, Polonia, Austria, Ungheria e Regno Unito, il gruppo francese confida di raggiungere un accordo anche con i sindacati tedeschi “attraverso un processo di cogestione, nell’interesse dei dipendenti“. Per fare questo, il presidente PSA Carlos TavaresMichael Lohscheller, l’amministratore delegato della Opel, hanno avuto alcuni colloqui preliminari con i ministri federali Heil e Alteimer. Si è trattato di un “dialogo aperto e costruttivo” – secondo quanto fa sapere il Gruppo PSA in una nota stampa – “dal quale emerge il desiderio comune di lavorare per un futuro sostenibile della Opel“.

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ultimo aggiornamento: 24-04-2018

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