L’alto dirigente del Milan ha parlato in vista della finale di Supercoppa contro i bianconeri. Galliani, poi, ha precisato che il mercato rossonero sarà senza sorprese

Adriano Galliani,  storico amministratore delegato del Milan, si prepara a vivere l’ennesima finale da dirigente sportivo con i rossoneri. Il 72enne brianzolo è intervenuto telefonicamente a “Lunedì di rigore”, trasmissione in onda su Telelombardia. Tanti i temi toccati dal vice-vicario rossonero.

Sfida alla Juventus

A San Siro in primavera – ricorda Galliani – abbiamo perso 2-1 ma abbiamo giocato assolutamente al livello della Juventus. Sul piano del gioco lo definirei un pareggio. In finale di Coppa Italia abbiamo perso ai supplementari veramente di un nulla, giocando ancora una volta alla pari. Ad ottobre abbiamo battuto la Juve giocando sempre alla pari. Quando dicevo che la Juventus non ci aveva messo sotto dico sul piano del gioco. Li abbiamo incontrati tre volte, abbiamo perso due partite e ne abbiamo vinta una, ma tra virgolette sarebbero potuti essere tre pareggi. Non ho visto così tante differenze sul piano del gioco tra Milan e Juventus. Spero che venerdì vada come in autunno piuttosto che come in primavera“.

Il grande rimpianto

Tevez? E’ assolutamente il più grande rimpianto, credo che l’Apache abbia fatto da spartiacque tra il Milan e la Juventus. Sfortunatamente nel calcio non ci sono le controprove. Ho un grandissimo rapporto con Kia e Carlitos“.

Mercato fermo

Sicuramente è difficile, per tutte le trattative di compravendita c’è un periodo di interinato che deve essere concordato. E’ difficile far collimare le idee. Per vendere – ha spiegato Galliani – devo trovare una squadra che vuole un giocatore del Milan, poi accordarmi col calciatore e l’agente. A questo punto devo chiedere il permesso ai nuovi compratori. Poi vendendo un giocatore arriva una cifra, con quella devo comprarne un altro, trovare l’accordo con le varie parti e poi chiedere l’autorizzazione. A gennaio staremo sostanzialmente fermi, abbiamo una buona squadra, andiamo avanti al 99% con i giocatori che abbiamo. Tutti pensavamo che ci fosse il closing entro il 13 ma non drammatizziamo, non c’è niente di male, si può vivere anche così ma è complesso. Dopo closing? Giuro che non ci penso, vado avanti con il massimo impegno. Il giorno in cui la proprietà non sarà più di Fininvest me ne andrò insieme a Fininvest, poi deciderò cosa fare. Il Monza? Mi è rimasto sempre nel cuore“.

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ultimo aggiornamento: 20-12-2016


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