Le dinamiche elettorali in FIGC: quando le alleanze cambiano e il potere si ridefinisce nel mondo del calcio italiano.
Nel panorama calcistico italiano, le elezioni per la presidenza della FIGC si avviano a diventare uno degli eventi più discussi e potenzialmente trasformativi degli ultimi anni. Le alleanze che fino a pochi mesi fa sembravano solide come una roccia stanno subendo cambiamenti significativi. Il sostegno, che in passato aveva permesso a Giovanni Malagò di ottenere la presidenza, si sta rapidamente riorganizzando in vista delle nuove elezioni previste per il 14 dicembre. Gli sviluppi più recenti vedono un cambio di direzione sorprendente da parte di associazioni chiave come l’Assocalciatori e l’Assoallenatori, pronte a sostenere un nuovo candidato.

Il supporto a Galliani: una mossa strategica di AIC e AIAC
In un colpo di scena inatteso, l’Assocalciatori (AIC) e l’Assoallenatori (AIAC) hanno deciso di appoggiare la candidatura di Adriano Galliani, ex amministratore delegato del Milan. Questa scelta rappresenta un cambio di fronte significativo rispetto alle elezioni di giugno, quando le stesse associazioni avevano contribuito a eleggere Malagò con un ampio margine. Ora, con il 30% dei voti assembleari, AIC e AIAC hanno il potere di influenzare in modo decisivo l’esito delle elezioni. Il sostegno a Galliani segna una rottura con il passato e suggerisce un panorama politico in evoluzione all’interno del calcio italiano. Il blocco che aveva sostenuto Malagò, in collaborazione con la Serie A, non è più coeso come una volta, aprendo la strada a una competizione più aperta.
Malagò e le firme della Serie A: una sfida aperta
Mentre AIC e AIAC si schierano con Galliani, Giovanni Malagò non è rimasto passivo. Ha ottenuto il sostegno di una parte significativa della Serie A, accumulando le 11 firme necessarie per una candidatura ufficiale. Anche se meno compatta rispetto al passato, la Serie A rappresenta ancora una parte considerevole del voto, con un peso del 18% in assemblea. Questa mossa di Malagò trasforma quella che sembrava una possibile convergenza su un unico candidato in una vera e propria sfida elettorale. La battaglia per la presidenza non sarà decisa solo da AIC e AIAC, ma anche da altre componenti come la Lega Nazionale Dilettanti, la Serie C e la Serie B, che insieme detengono un 52% critico per l’esito finale. La posizione della LND, storicamente vicina a componenti tecniche ma ora più incerta, potrebbe risultare decisiva. Con Galliani che parte forte del sostegno degli ex sostenitori di Malagò, la partita è tutt’altro che conclusa e promette di offrire ulteriori colpi di scena nei prossimi mesi.