Garante Privacy: perquisizioni nella sede a Roma. Ci sono indagati
Vai al contenuto

Direttore: Franco Ferraro

Garante Privacy: perquisizioni nella sede, ci sono degli indagati

Guardia di Finanza

Perquisizioni da parte della Guardia di Finanza nella sede del Garante della Privacy nell’ambito di un’indagine della procura di Roma.

Sono andate in scena delle perquisizioni da parte della Guardia di Finanza nella sede del Garante della Privacy nell’ambito di un’indagine della procura di Roma. Nell’inchiesta, secondo quanto riportato da diversi organi di stampa, sarebbero indagati il presidente Pasquale Stanzione e gli altri membri dell’Autorità.

Guardia di Finanza

Garante Privacy: perquisizioni nella sede

Guardia di Finanza a lavoro nelle ultime ore dove sono andate in scena delle perquisizioni nella sede del Garante della Privacy nell’ambito di un’indagine della procura di Roma. Secondo quanto si apprende da diversi media, nell’inchiesta sarebbero indagati il presidente Pasquale Stanzione e gli altri membri dell’Autorità. Dalle informazioni filtrate, i reati che sono ipotizzati nel procedimento, coordinato dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, sono di peculato e corruzione.

Il motivo dell’indagine: cosa filtra

Stando a quanto appreso e riportato da Fanpage, gli inquirenti avrebbero sequestrato telefoni cellulari, computer e altri elementi potenzialmente utili a fornire informazioni per le indagini. L’inchiesta sarebbe nata dalle rivelazioni di Report sul Garante. In modo specifico, in merito a presunti conflitti di interesse, sanzioni poco chiare e spese effettuate dai componenti dell’organo di garanzia.

Tra le prime reazioni, risulta esserci stata quella dei parlamentari del Movimento 5 stelle che siedono nella commissione di Vigilanza Rai: “Le perquisizioni e i sequestri negli uffici del Garante per la Privacy, con l’intervento della Guardia di Finanza e un’indagine aperta dalla Procura, rappresentano l’ennesimo colpo durissimo alla credibilità dell’istituzione”.

Gli stessi pentastellati hanno proseguito: “Spese di rappresentanza e la mancata sanzione a Meta per i Ray-Ban Stories sono al centro di un’inchiesta che è solo uno degli elementi che da mesi mette in discussione scelte e comportamenti del Collegio. In una situazione del genere, restare aggrappati alle poltrone è un atto di grave irresponsabilità“. La loro richiesta è stata semplice e precisa che “[…] l’intero Collegio si dimetta. Subito. Per rispetto dell’Autorità, dei cittadini e della funzione che essa dovrebbe svolgere”.

Leggi anche
Meloni nel video per Orban, dalla Gruber scoppia il caos: “Vuole abbattere la Costituzione”

Riproduzione riservata © 2026 - NM

ultimo aggiornamento: 15 Gennaio 2026 12:15

Meloni nel video per Orban, dalla Gruber scoppia il caos: “Vuole abbattere la Costituzione”

nl pixel