Gattuso: “Un giorno spero di allenare il Milan, ho sempre tifato per questa squadra”

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L’attuale tecnico della Primavera del Milan ha rivelato alcuni aneddoti della sua lunga carriera in rossonero.

Gattuso Milan – Una bandiera del Milan ha recentemente fatto ritorno all’ovile dopo qualche anno passato tra Svizzera, Grecia e resto d’Italia. Si tratta di Gennaro Ivan Gattuso, Ringhio, attuale allenatore della Primavera rossonera. Intervistato da AngryMen TV, l’ex mediano ha rivelato alcuni aneddoti del suo passato da calciatore: “Ero malato, la mia testa non era collegata, per diciotto-diciannove anni ho pensato al calcio. Sentivo molto le partite, facevo fatica a dormire. Nello spogliatoio ero quello che non mollava mai, dovevo tenere alto il morale. Mi piaceva caricare i compagni prima delle partite. Il Milan? Non è dei giocatori, ha una storia. Le squadre sono dei tifosi. Bisogna rispettare la società, la storia, non bisogna pensare che chi indossa quella maglia può fare quello che vuole. La differenza tra noi e i ragazzi di oggi è grandissima. C’era bisogno di rispetto, di darsi da fare. Non era facile, ma quando crescevi ti rimaneva qualcosa e lo mettevi a disposizione degli altri. Negli ultimi anni ho notato che tantissimi giovani vivono nel loro mondo, gli manca rispetto per ciò che li circonda“.

 

Gattuso sul Milan: “Eravamo un gruppo vincente

Continua quindi Ringhio: “Il problema oggi non è trovare un nuovo Gattuso. Non ero da solo nello spogliatoio, facevo parte di un gruppo vincente. C’era dietro un lavoro importante. Oggi il problema è che far rispettare le regole è difficile. Quando giocavo io nello spogliatoio la musica era italiana, quando sono andato via c’era solo hip-hop e questa cosa mi turbava. Non è per essere razzisti, anche a Glasgow si ascoltava solo musica scozzese. Ci sono state delle discussioni e la decisione di lasciare il Milan è stata là, perché stava succedendo qualcosa di strano“. Gattuso è quindi tornato un aneddoto curioso: “Il giorno prima di Milan-Manchester United c’era molta tensione. C’era una lumaca per terra e dicevano che non avessi il coraggio di mangiarla. Ho scommesso 500 euro a testa, se lo avessi fatto avremmo dato la somma ai preparatori atletici. Ho preso la lumaca e l’ho mangiata, dando ai preparatori 1500 euro“.

La panchina del Milan

Gattuso al Milan. O meglio, Gattuso sulla panchina del Milan. Un sogno che Ringhio spera di realizzare: “È normale che un giorno vorrò allenare la squadra per cui ho sempre tifato. Ora ho fatto una scelta diversa, di partire dal basso. Spero che in futuro mi venga data questa possibilità, il percorso è ancora lungo ma spero che un giorno riuscirò ad allenare il Milan“. Su alcuni ex compagni: “Ibra è un vincente, uno che pensa che tutti i giocatori debbano giocare al suo livello. Non è possibile. Lui in campo ti metteva tanta pressione, se uno non era preparato lo distruggeva. Kakà sembrava uno studente. Maldini per me è stato il miglior giocatore, il miglior compagno. Un campione sul campo e nella vita. Ancelotti? Si fidava di me e io di lui, era mio amico, mio papà“.

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ultimo aggiornamento: 22-06-2017

Mauro Abbate