Gemona, svolta sulla madre di Alessandro: la mossa dei legali
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Gemona, svolta sulla madre di Alessandro Venier: la prossima mossa dei legali

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I legali di Lorena Venier, reo confessa dell’omicidio del figlio Alessandro a Gemona, valutano una perizia psichiatrica.

Mentre a settembre può arrivare la svolta nelle nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, a Gemona si continua a fare luce su un altro caso complesso: quello dell’omicidio di Alessandro Venier, ucciso e fatto a pezzi. La madre della vittima, Lorena Venier, ha confessato di aver ucciso il figlio e ora i suoi legali starebbero valutando la richiesta di una perizia psichiatrica per definire le condizioni mentali della donna. Ecco, a seguire, cosa sappiamo.

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Gemona, ucciso e fatto a pezzi dalla madre e la compagna: i dettagli

Il delitto è avvenuto il 25 luglio. Secondo quanto raccontato da Lorena Venier agli inquirenti, come riportato da Virgilio.it, quel giorno avrebbe deciso di uccidere il figlio con la complicità della nuora, Mailyn Castro Monsalvo.

La decisione sarebbe stata presa per timore che l’uomo, che secondo la madre perpetrava minacce e maltrattamenti contro la compagna, potesse continuare con gli abusi anche in Colombia, dove era intenzionato a trasferirsi con lei e la figlia neonata.

Sempre secondo la versione della 61enne, la nuora le avrebbe chiesto da mesi di uccidere Alessandro Venier. A seguito dell’omicidio, la madre della vittima avrebbe smembrato il corpo del figlio in tre parti, occultandolo in un bidone con calce nella cantina dell’abitazione, in attesa della decomposizione, per poi abbandonare i resti in campagna.

La nuora sarebbe poi partita per la Colombia, mentre la suocera avrebbe progettato di raggiungerla una volta andata in pensione. A far emergere la verità è stata una telefonata di Mailyn ai carabinieri il 31 luglio.

Gli avvocati valutano la perizia psichiatrica per Lorena Venier

Secondo quanto scritto dal Messaggero Veneto e riportato da Virgilio.it, gli avvocati che difendono Lorena Venier, hanno deciso di nominare due consulenti – uno psicologo e uno psicoterapeuta – con l’obiettivo di delineare un quadro clinico della loro assistita.

I due professionisti potrebbero essere incaricati di redigere una perizia psichiatrica che aiuti a chiarire sia lo stato mentale della donna sia la complessa situazione familiare in cui sarebbe maturato il delitto. Gli avvocati hanno dichiarato che la donna “ha fornito piena collaborazione” e ha riportato elementi “che, se approfonditi, potranno fare luce su una vicenda complessa e dai molteplici risvolti” Infine, hanno sottolineato che “la sua condizione psichica è fragile e necessita di valutazioni cliniche accurate“.

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ultimo aggiornamento: 31 Agosto 2025 12:24

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