Gennaro Gattuso: quando la grinta supera il talento

La carriera rossonera di Gattuso, attuale allenatore della Primavera e storico centrocampista del Milan anni 2000.

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Gattuso Milan – “Quando vedo giocare Pirlo, quando lo vedo col pallone tra i piedi, mi chiedo se io possa essere considerato davvero un calciatore“. Così si esprimeva Gennaro Ivan Gattuso alcuni anni fa, mettendo in luce la sua caratteristica e il suo limite principale: essere un centrocampista grezzo, ruvido, dai piedi poco educati, privo di visione di gioco. Eppure, che grinta, che cuore, che voglia! Amato dal pubblico, rispettato dai rivali, il guerriero calabrese si è saputo costruire, pur con mezzi tecnici non invidiabili, una carriera vincente, superiore di molto a quella di altri colleghi maggiormente dotati. E d’altronde, a spiegarne il motivo, ci ha pensato pochi anni fa una leggenda del Milan, Ronaldinho: “Il suo cuore, il suo coraggio hanno contribuito a forgiare la leggenda del Milan. Di tipi così, in giro, ne ho visti pochi“.

Gattuso Milan: una vita da mediano

“Anni di fatica e botte e vinci casomai i Mondiali…“, cantava Ligabue. Quanto dev’essere piaciuta a Gattuso questa canzone, che in un certo senso ne ha anticipato la carriera, con tanto di trionfo in Nazionale. Ma al di là dei successi in azzurro, Gattuso può vantare grandi trionfi anche in rossonero. Arrivato al Milan nell’estate del 1999, con la sua maglia numero 8 si è conquistato presto una maglia da titolare. Nella stagione 2002-2003 è uno degli eroi di Manchester, nel 2003-2004 è tra i protagonisti del diciassettesimo scudetto rossonero, con una sola assenza in campionato. Il suo dinamismo lo porta ad arrivare al quattordicesimo posto nella classifica per il Pallone d’oro 2006.

Per capire chi è stato Gattuso basti pensare alla gara con il Catania del 7 dicembre 2008, quando rimase in campo per novanta minuti nonostante un infortunio. Due giorni dopo la risonanza magnetica evidenzierà una lesine al legamento crociato anteriore destro, che lo terrà lontano dai campi fino al 2009. Nel finale della carriera in rossonero è stato il capitano del Milan, divenendo uno dei leader assoluti della squadra scudettata del 2011, nel trionfo guidato da Allegri. Il suo addio alla maglia rossonera è arrivato l’11 maggio del 2012. In totale in rossonero 468 presenze e 11 reti.