Conferenza di fine anno, Gentiloni: “La continuità della squadra di governo non è un limite”

La conferenza stampa di fine anno del premier Paolo Gentiloni: “Se Trump va contro la nostra Costituzione sul tema dell’immigrazione si dovrebbe fare un Referendum per capire cosa dobbiamo fare

Nella consueta conferenza stampa di fine anno, il premier Paolo Gentiloni ha tirato il bilancio del 2016 ponendo gli obiettivi del suo nuovo governo: “Quello di oggi è un primato per il fatto che questa conferenza stampa, di solito un consuntivo delle cose fatte, capiti a quindici giorni dall’insediamento del governo. Ma è stato giusto confermare questo appuntamento tradizionale. Il governo proseguirà sulla strada delle riforme. Non abbiamo finito e non abbiamo scherzato e tutti devono essere consapevoli che il processo di riforme andrà avanti nel tempo che abbiamo a disposizione. Per me le parole chiave sono lavoro sud e giovani. Questo governo nasce all’indomani delle dimissioni di Matteo Renzi, provocate dalla sconfitta al referendum ma non deve cancellarsi il lavoro che l’esecutivo Renzi di cui ho fatto parte ha svolto nei due-tre anni precedenti. Cancellarlo o relegarlo nell’oblio sarebbe un errore. La continuità della squadra, che abbiamo appena deciso è considerata da alcuni un limite. Accetto la critica ma rivendico la continuità sul piano politico. Auspico discontinuità non sui sottosegretari ma ad esempio sulla violenza inaudita del confronto pubblico, in particolare in rete“.

La diretta

Legge elettorale. Il governo cercherà di dare il suo contributo anche sul tema della legge elettorale. Il governo cercherà come si dice in gergo, di facilitare la discussione tra i partiti e in Parlamento. E, aggiungo, sollecitandola, perché la sollecitudine in questa discussione non è correlata alla maggiore o minore durata del governo, è un’esigenza del nostro sistema“.

Politica estera. L’Italia userà la presidenza del G7 per due obiettivi: la centralità del Mediterraneo, che non può essere un ‘mare nullius’, cioè un mare di nessuno; e usare il G7 per relazioni diverse con la Russia. Non si tratta di rinunciare ai principi ma è sbagliato un ritorno a logiche da guerra fredda che non hanno senso oggi“.

Immigrazione e Medio Oriente. Se Trump va contro la nostra Costituzione sul tema dell’immigrazione si dovrebbe fare un Referendum per capire cosa dobbiamo fare. Io sono aperto a tutte le idee innovative. Da parte nostra ci sarà massima apertura. Ad oggi c’è una strada, la strada dei ‘Due Stati’, cioè Palestina e Israele che convivono nella massima sicurezza. Ad oggi questa strada si è arenata e come sbloccare la situazione sono tutte sfide che abbiamo davanti. L’Italia crede che la via dei Due Stati sia la soluzione da seguire, ma ritiene tuttavia che una strategia fondata sull’isolamento diplomatico internazionale di Israele sia un errore“.

Disoccupazione. Il numero di disoccupati è diminuito in modo significativo ma non come avremmo auspicato. Dobbiamo proseguire nella continuazione delle riforme ma credo dobbiamo fare qualcosa di più, soprattutto per il Mezzogiorno. Come accaduto in diversi Paesi europei, credo che la prospettiva di crescita dipenda molto dalla capacità di sbloccare questa situazione“.

Roma. Non c’è alcun disinteresse per le condizioni di Roma. Io ho cominciato a lavorare nel comune di Roma nel ’93, e in quei tempi c’era la discussione sulla possibilità di avere diverse capitali. Sono orgoglioso di aver contribuito a una stagione in cui Roma ha recuperato il suo ruolo e la sua importanza agli occhi degli italiani, e questo si è basato su un’ambizione. Non devo dare suggerimenti a nessuno, ma credo che Roma abbia bisogno di ambizioni. Quando rinuncia a eventi di grande risonanza, penso alle Olimpiadi, perde una grande occasione. Bisogna puntare sulla vocazione di questa città, e su questo abbiamo fatto dei passi indietro“.

Riforma del processo penale. Stiamo valutando quale soluzione migliore adottare. Abbiamo un provvedimento sul diritto fallimentare, sul codice civile, sul codice antimafia. Questo pacchetto va dimensionato ai nostri calendari parlamentari, ma la riforma andrà avanti“.

Sulla durata dell’esecutivo. Io mi sento abbastanza innaturale e innaturalmente ribadisco che i Governi per definizione non hanno una scadenza. Più che fare l’indovino, il Presidente del Consiglio può cercare di fare bene il suo lavoro, e questo aiuterà il Paese. Considerare le elezioni come una minaccia non mi appartiene“.

Irpef. “Io non sono in grado di fare oggi un discorso serio sulla riduzione dell’Irpef. Per quanto riguarda la universalizzazione delle tutele è un obiettivo primario. In questo senso sono stati fatti molti passi avanti ma si può fare molto di più ed è necessario. Alla decrescita felice, invece, non ho mai creduto“.

Dimissioni. “Io svolgo una funzione di servizio su una base di una crisi con tutte le capacità che posso mettere in campo e fino a quando avrò la fiducia del Parlamento“.

Unione Europea. “L’Italia è un Paese fondamentale, e dobbiamo rendercene conto, nella formazione delle decisioni. Un errore fatto negli ultimi dieci o quindici anni è stato quello di non essere consapevoli e di lasciar fare ad altri. Non possiamo avere un’Europa la cui puntigliosa severità sia troppo a corrente alternata. Non possiamo avere super flessibilità sulla questione dell’immigrazione e super rigidità sulla questione del bilancio economico. Noi siamo fondatori, non questuanti“.

Il potere dell’esecutivo e la legge elettorale. Io non posso andare al Quirinale chiedendo come votare e con quale legge elettorale. Fino a che punto possiamo spingere la sollecitazione posso dire che non c’è niente di astrattamente impossibile nel fatto che sia un governo a fare una proposta di legge elettorale. Non sarà il mio governo, il quale proverà a rendere più facile la creazione di una nuova legge elettorale“.

Era Trump. Ci sono cose che non cambiano. Il rapporto tra Italia e Stati Uniti non è cambiato particolarmente nel corso della storia recente. Ci sono dei capisaldi che, per quanto rilevanti possano essere le novità politiche del presidente Trump, restano, e resta anche l’affezione che noi abbiamo ai principi che nel nostro Paese difendiamo. Una presidenza americana di un certo tipo o di un altro tipo non sposta gli equilibri saldi. L’Italia è un Paese che vorrebbe moltiplicare anche le occasioni di dialogo con la Russia, e su questo potremmo incontrare gli intenti americani. Il rapporto con gli Stati Uniti non cambia perché cambia l’inquilino della Casa Bianca“.

Questione romana. Io sono disponibile a lavorare nell’interesse della Capitale. La Capitale è un biglietto da visita per tanti motivi. Mi auguro che per Roma ci siano progetti ambiziosi“.

Cessate il fuoco in Siria. Dal punto di vista diplomatico la partita siriana è stata molto difficile. Nel corso dell’estate è saltato il meccanismo che aveva portato al primo ‘cessate il fuoco’. Adesso vedremo se il nuovo schema, che si fonda sulla collaborazione con la Russia, funzionerà“.

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ultimo aggiornamento: 29-12-2016

Nicolò Olia

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