Mattarella convoca al Quirinale il ministro degli affari esteri. Sarà lui a guidare il Paese nella fase post-renziana.

Non ci sarà un Renzi-bis. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, concluse le consultazioni, è arrivato a due certezze: la seconda è che non si presentano i tempi tecnici e i margini per formare un governo di responsabilità nazionale. La soluzione più prossima, pertanto, resta quella di cedere il timone di Palazzo Chigi a Paolo Gentiloni. Il titolare della Farnesina in giornata è atteso al Colle, salirà per ricevere l’investitura del capo dello Stato. Gentiloni è nome che mette d’accordo tutta la maggioranza e parte dell’opposizione.

Il saluto social di Renzi

Nonostante l’insistenza dei suoi alleati, invece, Matteo Renzi non ha alcuna intenzione di tornare sui suoi passi. In una nota affidata a Facebook, l’ex Premier non ha dato spazio a interpretazioni, se non a una: le dimissioni sono irrevocabili. Scrive: “Ho chiuso l’alloggio del terzo piano di Palazzo Chigi. Torno a casa davvero. Sono stati mille giorni di governo fantastici. Qualche commentatore maramaldo di queste ore finge di non vedere l’elenco impressionante delle riforme che abbiamo realizzato, dal lavoro ai diritti, dal sociale alle tasse, dall’innovazione alle infrastrutture, dalla cultura alla giustizia. Certo c’è l’amaro in bocca per ciò che non ha funzionato. E soprattutto tanta delusione per la riforma costituzionale. Un giorno sarà chiaro che quella riforma serviva all’Italia, non al Governo e che non c’era nessuna deriva autoritaria ma solo l’occasione per risparmiare tempo e denaro evitando conflitti istituzionali. Ma quando il popolo parla, punto. Si ascolta e si prende atto. Gli italiani hanno deciso, viva l’Italia. Io però mi sono dimesso. Sul serio. Non per finta. Lo avevo detto, l’ho fatto“. E poi ancora: “Torno semplice cittadino. Non ho paracadute. Non ho un seggio parlamentare, non ho uno stipendio, non ho un vitalizio, non ho l’immunità. Riparto da capo, come è giusto che sia. La politica per me è servire il Paese, non servirsene. A chi verrà a Chigi dopo di me, lascio il mio più grande augurio di buon lavoro e tutto il mio tifo: noi siamo per l’Italia, non contro gli altri“.

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ultimo aggiornamento: 11-12-2016


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