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George Mallory e Andrew Irvine: la scomparsa sull'Everest nel 1924
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George Mallory e Andrew Irvine: il mistero degli alpinisti svaniti sull’Everest

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La storia della misteriosa scomparsa di George Mallory e Andrew Irvine sull’Everest nel 1924. L’ultimo avvistamento, il ritrovamento del corpo di Mallory nel 1999 e la scoperta dei presunti resti di Irvine nel 2024.

L’8 giugno 1924, due alpinisti britannici scomparvero sulle pendici del Monte Everest, durante un tentativo di raggiungere la vetta più alta del mondo. Erano George Herbert Leigh Mallory, 37 anni, e Andrew Comyn “Sandy” Irvine, 22 anni, membri di una spedizione britannica che cercava di compiere un’impresa mai documentata prima.

Il loro destino diventò uno dei più celebri misteri nella storia dell’alpinismo. Per decenni nessuno riuscì a stabilire se i due fossero morti durante la salita oppure dopo aver raggiunto la cima.

La scoperta del corpo di Mallory nel 1999 e il ritrovamento, nel 2024, di resti umani attribuiti a Irvine hanno riacceso l’interesse per una vicenda che, oltre un secolo dopo, rimane in parte irrisolta.

ricerche della polizia in un bosco
la polizia intenta nelle ricerche – newsmondo.it

George Mallory e Andrew Irvine: l’ultimo tentativo di scalata e la scomparsa tra le nuvole

La spedizione britannica del 1924 era la terza organizzata per conquistare l’Everest. Mallory aveva già partecipato alle precedenti missioni del 1921 e del 1922, acquisendo una profonda conoscenza della montagna.

Irvine, invece, era un giovane studente dell’Università di Oxford, selezionato soprattutto per le sue capacità tecniche e per l’abilità nel modificare e riparare gli apparecchi a ossigeno.

Il 6 giugno 1924, i due partirono dal Campo IV, situato al Colle Nord, per affrontare l’ultimo tentativo di raggiungere la vetta, utilizzando bombole di ossigeno.

Il giorno successivo raggiunsero il Campo VI, a circa 8.170 metri di altitudine.

La mattina dell’8 giugno ripresero la salita lungo la cresta nord-orientale.

Alle 12:50, il geologo e alpinista Noel Odell, che seguiva la spedizione da una posizione inferiore, vide per pochi istanti due figure muoversi lungo la cresta, vicino a uno dei grandi gradoni rocciosi che precedono la vetta.

Poco dopo, le nuvole avvolsero nuovamente la montagna, facendo scomparire gli alpinisti dalla vista.

Fu l’ultima volta che Mallory e Irvine vennero osservati vivi.

Nei giorni seguenti, Odell tentò di cercarli, raggiungendo anche il loro ultimo accampamento, ma non trovò alcuna traccia.

Il ritrovamento del corpo di Mallory e la scoperta del 2024

Il 1° maggio 1999, una spedizione guidata da Eric Simonson fece una scoperta straordinaria. L’alpinista americano Conrad Anker ritrovò il corpo di George Mallory sul versante nord dell’Everest, a circa 8.155 metri di altitudine.

Il cadavere, conservato dal gelo, presentava una grave frattura alla gamba e segni lasciati da una corda intorno alla vita, indizi compatibili con una violenta caduta.

Nelle tasche vennero trovati alcuni oggetti personali, tra cui gli occhiali da neve. Mancava invece una fotografia della moglie Ruth, che Mallory aveva dichiarato di voler lasciare sulla vetta qualora fosse riuscito a raggiungerla.

L’assenza della fotografia alimentò l’ipotesi che i due fossero morti durante la discesa, ma non costituiva una prova della conquista della cima.

La possibile risposta al mistero arrivò nel settembre 2024, quando una spedizione di National Geographic, guidata dal fotografo Jimmy Chin, individuò sul ghiacciaio centrale di Rongbuk uno scarpone contenente resti umani.

All’interno si trovava un calzino con le iniziali “A.C. Irvine”, riconducibili ad Andrew Comyn Irvine.

La scoperta, annunciata l’11 ottobre 2024, venne considerata un importante indizio sull’identità dei resti. Furono inoltre avviate verifiche genetiche per ottenere una conferma scientifica.

Tuttavia, il ritrovamento non chiarì se gli alpinisti fossero riusciti a completare l’ascesa.

Un elemento potenzialmente decisivo potrebbe essere la macchina fotografica Kodak che i due avevano portato con sé. Eventuali immagini della vetta potrebbero dimostrare un’impresa mai riconosciuta ufficialmente, ma l’apparecchio non è stato recuperato.

La prima ascensione documentata dell’Everest rimane quindi quella compiuta il 29 maggio 1953 da Edmund Hillary e Tenzing Norgay.

A oltre un secolo dalla tragedia, non sappiamo ancora se Mallory e Irvine abbiano raggiunto la vetta prima di morire. È questa la domanda che continua ad alimentare uno dei più affascinanti misteri dell’alpinismo.

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ultimo aggiornamento: 27 Ottobre 2026 19:15

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