Donnarumma, il Milan e Mino Raiola: alla base del conflitto ci sarebbero le clausole rescissorie che il Milan non avrebbe depositato.

Dopo aver fatto chiarezza sulla lettera spedita da Gianluigi Donnarumma al Milan nel corso dell’estate, e soprattutto prima di aver apposto la firma sul rinnovo di contratto, la Gazzetta dello Sport ha spiegato anche il motivo della furia di Mino Raiola e del contrasto (aperto) con Massimiliano Mirabelli, ds del Milan. L’agente aveva in effetti accusato il dirigente milanista di non rispettare gli accordi, e alla base di questa accusa ci sarebbe proprio il contratto di Gianluigi Donnarumma: al momento del rinnovo erano state infatti decise delle clausole che il Milan non avrebbe poi depositato rendendole di fatto inesistenti, nulle.

La doppia clausola rescissoria nel contratto di Gianluigi Donnarumma

Il ricco contratto di Gianluigi Donnarumma (ecco quanto guadagna al giorno Gigio), secondo gli accordi presi tra le parti, avrebbe dovuto comprendere una doppia clausola rescissoria: 40 milioni il prezzo del portiere senza la qualificazione alle coppe, 70 con l’accesso del Milan in Champions League. Le suddette clausole non sarebbero state depositate dal Milan; da qui la lettera spedita dal legale di Mino Raiola con la quale si richiedeva ai rossoneri di procedere con il deposito delle clausole altrimenti  avrebbero proceduto con l’annullamento del contratto.

Ma il Milan non rischia

La Gazzetta dello Sport ha avuto ai propri microfoni Mattia Grassani, legale dei rossoneri: “L’Ac Milan ha sempre agito per tutelare gli interessi dei propri tesserati da qualsiasi pressione esterna – ha commentato Grassani. La condotta dirigenziale è sempre stata improntata alla chiarezza e alla correttezza, con Donnarumma e con tutti gli interlocutori. Per tutelare il rapporto umano e professionale

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ultimo aggiornamento: 23-12-2017


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