A oltre 50 anni di distanza dal tragico avvenimento che l’ha riguardata in prima persona, Gibellina si è presa un’importante rivincita.
Il terremoto del 1968, al momento, è solo un lontano ricordo. Il trionfo ottenuto di recente da Gibellina è infatti molto più importante. L’area appena citata è diventata la prima Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026. Si tratta di un risultato incredibile, il quale rappresenta a tutti gli effetti un simbolo di rinascita. Un vero e proprio risorgimento dalle macerie, da parte di un territorio che pur ancora colpito da ferite profonde, non ha mai smesso di guardare al futuro.

Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026
L’evento in questione è stato organizzato da Andrea Cusumano, promosso a sua volta dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, e sostenuta dalla Regione Siciliana, dal Comune di Gibellina, dal Museo d’Arte Contemporanea Ludovico Corrao e dalla Fondazione Orestiadi.
La data in cui è stata inaugurata questa iniziativa coincide col 15 gennaio. Data in cui, nel 1968, è accaduto il terremoto che devastò proprio Gibellina e tutta la Valle del Belìce. L’evento in questione sarà interamente dedicato alla scoperta del territorio.
Le opere più importanti
Tra le opere più importanti della nuova Capitale dell’arte contemporanea, si può trovare l’ex chiesa di Santa Caterina. Recuperata dopo quanto accaduto in occasione di quel tragico terremoto, ad oggi è una delle esposizioni più importanti legate proprio a quell’avvenimento.
Presente inoltre l’ex chiesa di Gesù e Maria, ad oggi riconvertita come uno spazio culturale e sociale. Ospita al suo interno numerose iniziative, tra cui laboratori e pratiche celebrative di vario genere. Il cuore di questo progetto di recupero resta tuttavia il Grande Cretto di Alberto Burri. Si tratta infatti di un luogo il cui scopo è quello di utilizzare le macerie del terremoto per riportare ciò alla memoria collettiva.