Ginkgo, il primo ombrello riciclabile Made in Italy

L’ombrello si rompe sempre nei momenti meno indicati? Da oggi c’è Ginkgo  il primo ombrello riciclabile Made in Italy

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Pare che uno degli oggetti che si cambiano di più nell’arco di un anno sono gli ombrelli. Come ben sappiamo per colpa delle intemperie, come ad esempio una raffica di vento, le sottili giunture di metallo con cui sono costruiti si rompono.

Ginkgo
Ginkgo

La soluzione esiste? Si e l’ha trovata un gruppo di ragazzi italiani, tra cui il romano, allora 26enne, Federico Venturi, Gianluca Savalli e Marco Righi.

Il risultato è l’ombrello “Gingko”, completamente in plastica, eco-sostenibile, più resistente dei normali ombrelli in metallo. La particolarità è che si piega ma non si spezza, e nel caso in cui si rompesse può essere gettato nel cestino della raccolta differenziata, per riciclarlo.

Il progetto dei tre ragazzi era quello di produrre ombrelli completamente realizzati in propilene, materiale plastico del tutto riciclabile e più leggero del metallo.

Tra le novità c’è anche la riduzione del numero dei componenti: per un ombrello normale ce ne vogliono circa 120, per Ginkgo ne bastano 20.

“Gingko” è entrato nell’incubatore PoliHub, del Politecnico di Milano, che ha sostenuto su internet una campagna di crowfunding tramite il sito Indiegogo, ottenendo ben137mila euro per il lancio. L’impresa si è rivelata un successo, e nel giro di poco tempo tutti i 7mila pezzi prodotti sono stati venduti.

Insomma, “Gingko” potrebbe divenire in poco tempo un nuovo marchio del Made in Italy, e manterrà da subito la produzione, come affermano i suoi realizzatori, in Europa.