Città del Messico 1968 ha valicato lo sport. L’Olimpiade è stata preceduta dal Massacro di Tlatelolco. E passerà alla storia per il saluto di Smith e Carlos.

La 19/a edizione delle Olimpiadi è stata Città del Messico 1968. E, sicuramente, fu una delle manifestazioni sportive più rilevanti nella storia, anche per motivi extra competizione.

Città del Messico 1968, l’assegnazione

L’assegnazione avvenne nel 1963 durante la consueta assemblea del Cio. Oltre alla capitale messicana erano pervenute le candidature di Detroit, Lione e Buenos Aires. La documentazione fatta pervenire per perorare la scelta del Messico conteneva un piano di ammortamento delle spese, una raccolta storica del paese, i risultati degli eventi sportivi svolti prima, una descrizione dettagliata delle strutture sportive e le condizioni climatiche. Per la prima volta i Giochi olimpici si sarebbero tenuti in America Latina.

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Il tragico antefatto

Quel 1968, già segnato dalla Primavera di Praga e dagli assassini di Martin Luther King e Robert Kennedy, oltre che dalle proteste del mondo studentesco, non lasciò indifferente le Olimpiadi. Dieci giorni prima dell’inaugurazione, il 2 ottobre, un gruppo di studenti manifestò pacificamente in Piazza delle tre culture per protestare contro la grossa spesa sostenuta dal presidente Gustavo Díaz Ordaz per costruire gli impianti per gli imminenti Giochi Olimpici. A un certo punto, i militari iniziarono a sparare sulla folla, lasciando a terra decine di morti, probabilmente centinaia.

I protagonisti

Le Olimpiadi, in questo clima, furono comunque tra le migliori di sempre a livello sportivo e tecnico: sfruttando i benefici dell’altitudine, infatti, caddero diversi record. Inoltre, è qui che cambiò lo stile del salto in alto, grazie all’americano Dick Fosbury.
E, ancora oggi, Città del Messico 1968 viene ancora ricordata per il saluto con il pugno nero alzato di Smith e Carlos, rispettivamente oro e bronzo, durante la premiazione del 200 metri piani.


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