Le Olimpiadi di Monaco 1972 sono state macchiate dal massacro degli atleti israeliani da parte di terroristi palestinesi. Il protagonista sportiva è il nuotate americano Mark Spitz.

La XX edizione dei Giochi olimpici è stata Monaco 1972. Dopo Berlino ’36, la Germania ospita la manifestazione per la seconda volta. Come noto alla storia, le Olimpiadi sono state segnate tragicamente dal massacro degli atleti israeliani da parte di un gruppo terroristico palestinese.

Monaco 1972, l’assegnazione

La capitale della Baviera venne scelta nel 1966 alla riunione del Cio. Le altre candidate, Madrid, Montreal e la solita Detroit, non ebbero molte chance di successo. Le date: dal 26 agosto all’11 settembre. Per l’occasione venne costruito l’Olympiapark, all’interno del quale spiccava lo stadio, progetto originale e avveniristico.

5 settembre, il massacro

Quando i Giochi si avviavano a concludersi, all’alba del 5 settembre otto terroristi palestinesi dell’organizzazione Settembre Nero fece irruzione nel villaggio olimpico, introducendosi nella palazzina numero 31, dove erano alloggiati gli atleti israeliani. Nel giro di pochi minuti morirono due membri della spedizione di Israele. Il commando prese nove ostaggi. La sera l’evento terminò nel peggiore dei modi all’aeroporto di Fürstenfeldbruck, dove i terroristi attendevano un volo per fuggire. Iniziò una sparatoria: tutti i 9 atleti ostaggio vennero trucidati.

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I protagonisti e il medagliere

Sul piano sportivo, Monaco 1972 ebbe un protagonista indiscusso: Mark Spitz, nuotatore statunitense, il quale partecipa a 7 gare (100 e 200 metri stile libero; 100 e 200 metri farfalla; staffetta stile libero 4×100 e 4×200; staffetta mista 4×100) in appena 8 giorni, vincendole tutte e stabilendo altrettanti primati del mondo.
Nel medagliere per nazioni l’Unione Sovietica tornò a prevalere sugli Stati Uniti d’America con 99 medaglie complessive, di cui 50 d’oro, mentre gli statunitensi si fermarono a 94 medaglie, di cui 33 d’oro. La Germania Orientale fu terza con 66 medaglie, di cui 20 d’oro, superando nettamente i padroni di casa della Germania Occidentale.

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