Giorgio Ambrosoli, quarantanni fa l'omicidio ordinato da Sindona

11 luglio, quarantanni fa l’assassinio di Giorgio Ambrosoli

Giorgio Ambrosoli, liquidatore della Banca Privata Italiana, viene ucciso a Milano la sera dell’11 luglio 1979. Il killer fu ingaggiato da Michele Sindona.

L’11 luglio di quarantanni fa, a Milano, veniva freddato sotto casa Giorgio Ambrosoli.

Commissario liquidatore

Laureato in Giurisprudenza, Ambrosoli si specializza nel settore fallimentare. E così, nel 1974 il governatore della Banca d’Italia Guido Carli lo nomina commissario liquidatore della Banca Privata Italiana.

Gli intrecci di Sindona

L’istituto di credito era stato guidato sull’orlo del crack finanziario dal banchiere siciliano Michele Sindona. Il ruolo di Ambrosoli è quello di esaminarne la situazione economica prodotta dall’intricato intreccio tra la politica, alta finanza, massoneria e criminalità organizzata siciliana.

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Pressioni e minacce

Giorgio Ambrosoli, nel ruolo di direttore della banca, fu oggetto di pressioni e di tentativi di corruzione. Il tentativo era di portare il liquidatore a dichiarare la buona fede di Sindona, cosa che avrebbe evitato al faccendiere di Patti coinvolgimenti penali e civili; inoltre, lo Stato italiano avrebbe dovuto sanare gli enormi scoperti.

L’omicidio

Giorgio Ambrosoli non cedette e pagò con la vita. La sera dell’11 luglio 1979, rientrando a casa dopo una cena con amici, fu avvicinato sotto il portone da uno sconosciuto, il quale gli esplose contro quattro colpi 357 Magnum. Al funerale dell’avvocato non presenziò nessuna autorità, se si esclude di Paolo Baffi.

Le indagini

L’inchiesta portò alla luce che a uccidere Giorgio Ambrosoli fosse William Joseph Aricò, un malavitoso statunitense assoldato per 25 mila dollari da Sindona. Il 18 marzo 1986, il tribunale di Milano condannò all’ergastolo Michele Sindona e Robert Venetucci.

ultimo aggiornamento: 11-07-2019

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