I giovani riscoprono culto per lini e ricami, il tessile per la casa

A Homi confermato un rinnovato interesse del mercato da parte delle aziende

C’erano una volta, e forse da qualche parte ci sono ancora, nonne e mamme che fin dalla nascita di una bimba iniziavano a pensare e a cucirne il corredo. Negli anni una cassapanca si riempiva di ricami, pizzi, cotoni e lini che avrebbero vestito il letto o la tavola della casa della futura sposa. Oggi il corredo appartiene a un ricordo del passato e questo settore del manufatturiero, fatto di sapienza artigiana, è stato costretto a reinventarsi per sopravvivere alla buriana della crisi e ai cambiamenti della società. Ma a detta di molti operatori del settore c’è da qualche tempo un rinnovato interesse per la biancheria della casa curata e ricercata. Siamo andati tra i padiglioni dedicati al tessile a Homi, il salone degli stili di vita di Fiera Milano, a chiedere come sta cambiando questo mercato. Laura Parola responsabile commerciale di Linit, azienda specializzata nelle lavorazioni in lino:

“Un ritorno alla cura per la casa e un ritorno alle fibre naturali e noi siamo specializzati in articoli di lino. Ed è giocando su colori che seguono le tendenze e mani morbide e sulla possibilità di lasciare il letto sgualcito che incontriamo i gusti dei giovani”.

A confermare questo ritorno da parte dei più giovani al piacere per una casa curata, anche chi si occupa di allestimenti per la tavola, come Silvia Arienti fondatrice di Baci Milano, che giocando sull’effetto sorpresa realizza stoviglie di plastica per importanti tavole neobarocche:
“Io sto vivendo una forte volontà ma anche il piacere di reinvestire del tempo nell’accuratezza della tavola. Stiamo iniziando a ritornare a casa, a differenza di prima abituati a cene fuori al ristorante, c’è proprio la volonta del ritorno a casa per cui della cura in particolare della tavola”.

Anche chi come Maison Clare racconta con fibre e tessili di qualità il miglior made in Italy, vede una rinnovata passione per la cura della casa, soprattutto laddove c’è una solida tradizione familiare. Clara Bertoli, titolare dell’azienda vercellese:

“Le famiglie strutturate, dove c’è una cultura, dove già le mamme e le nonne curavano questi aspetti e lo hanno raccontato, allora lì c’è proprio il piacere per le cose belle, per i materiali, la qualità e questo è importantissimo”.
E tra i giovani c’è ancora questa cultura?
“Sì gli italiani sanno, quando vogliono farlo sono i migliori”.

Fonte: askanews