Question Time al Senato, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte difende il Reddito di Cittadinanza: “Impossibile valutarlo adesso, serve tempo”.

In occasione del Question Time, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha difeso il reddito di Cittadinanza. Il provvedimento bandiera del Movimento 5 Stelle, varato durante il primo governo Conte, a guida Lega-M5s, in passato ha dovuto fare i conti anche con le critiche provenienti dalle forze di maggioranza.

Di seguito il video di una parte del Question Time pubblicato sulla pagina Facebook di Giuseppe Conte.

Giuseppe Conte difende il Reddito di Cittadinanza: “La valutazione non può essere effettuata subito, sarebbe irragionevole”

Giuseppe Conte ha invitato le forze politiche a non condannare una misura delicata come il Reddito di Cittadinanza. La richiesta è quella di dare tempo e fiducia a un provvedimento che nasce con l’intento di ridurre la povertà.

“Resta fermo l’impegno del Governo a attuare nella sua massima potenzialità il Reddito di Cittadinanza, al fine di migliorarne la capacità di contrasto alla povertà e di incentivare il reinserimento socio-economico, nell’ambito della definizione dell’Agenda 2020-2023”.

Giuseppe Conte
Fonte foto: https://www.facebook.com/GiuseppeConte64

“La valutazione di una misura complessa quale il Reddito di Cittadinanza, che richiede, proprio in riferimento alla componente di attivazione sociale e lavorativa, il rafforzamento dei relativi servizi, non può essere effettuata, sarebbe irragionevole, a meno di un anno dalla sua entrata in vigore. Questo in quanto l’analisi richiede un tempo congruo per poterne valutare con completezza l’efficacia”.

Conte sulla candidatura di Gualtieri alle suppletive: “In passato ministri e presidenti del Consiglio si sono sempre presentati alle elezioni”

Nel corso del suo intervento Conte ha parlato anche della candidatura del Ministro Gualtieri. Il titolare del Ministero dell’Economia è candidato alle suppletive di Roma. E al momento è costretto a fare i conti con quello che secondo le forze di opposizione sarebbe un caso di conflitto di interessi legato ai suoi numerosi interventi pubblici.

“Appare evidente che la legge non contempli nel modo più assoluto tra le ipotesi di ineleggibilità e incandidabilità quella di rivestire la carica di Ministro. Peraltro, in passato ministri e presidenti del Consiglio si sono sempre presentati alle elezioni svolgendo, nei tempi e nei modi previsti dalla legge, le campagne elettorali”.


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