Tav, Giuseppe Conte sarebbe pronto a dire sì alla realizzazione dell’opera. Tensione intorno a Toninelli.

Nel pieno dello scontro tra Matteo Salvini e Danilo Toninelli, ad agitare il Movimento 5 Stelle c’è anche la voce secondo cui Giuseppe Conte sarebbe pronto a dire sì alla Tav.

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Giuseppe Conte pronto a dire si alla Tav

Dopo aver accolto l’analisi costi-benefici commissionata dal Mit e dopo aver congelato il dossier, il capo del governo è pronto ad affrontare definitivamente la questione (anche perché il tempo inizia pericolosamente a stringere) probabilmente dando il suo via libera.

La decisione del capo del governo avrebbe una doppia valenza. Continuare a coltivare un rapporto costruttivo con l’Europa (la Francia non apprezzerebbe il passo indietro italiano) e provare a distendere i toni con la Lega di Matteo Salvini. Inoltre, come sostiene qualcuno anche in seno al MoVimento, a questo punto è meglio investire per andare avanti piuttosto che spendere per tornare indietro.

Giuseppe Conte
Roma 20/06/2018 – Il Presidente del Consiglio dei Ministri incontra il Presidente del Consiglio Europeo / foto Samantha Zucchi/Insidefoto/Image nella foto: Giuseppe Conte

Ripercussioni sul MoVimento Cinque Stelle

Il sì alla Tav ovviamente avrebbe ripercussioni sul MoVimento 5 Stelle. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli resta convinto della sua posizione (no Tav) e continua a respingere gli assalti di Matteo Salvini, che lo accusa di dire troppi no a cantieri e opere. L’ultimo atto della vicenda sull’Alta Velocità ha visto il licenziamento da parte del Ministero di uno degli esperti del Mit, o meglio l’unico non allineato all’analisi costi benefici.

Proprio il sì alla Tav però potrebbe evitare a Danilo Toninelli di rimanere vittima del rimpasto di governo di cui si parla da settimane. Potrebbe rivendicare di non essere il Ministro dei No, così come il il MoVimento potrebbe scrollarsi di dosso le accuse di essere il partito del no.

È evidente però che l’approvazione della Tav porterà a una spaccatura all’interno del MoVimento, con lo zoccolo duro della resistenza che potrebbe iniziare ad organizzarsi. Magari sotto l’egida Di Battista o di Roberto Fico.

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ultimo aggiornamento: 23-07-2019


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