Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte rilancia il piano per un ‘taglio selettivo’ dell’Iva per far ripartire i consumi.

Il taglio dell’Iva è il nuovo grande scoglio sulla strada del governo Conte. O secondo alcuni sulla strada del premier. Si tratterebbe infatti di un’idea annunciata in occasione della fine degli Stati Generali senza che prima ci sia stato un confronto tra le forze di maggioranza. Insomma un’altra mezza fuga in avanti da parte di Conte, riferiscono alcuni.

Va detto che il premier è stato prudente. Non ha fatto promesse sulla rimodulazione dell’Iva, si è limitato a dire che la misura è al vaglio. Insomma, si vedrà. Ma la sensazione è che Conte voglia andare fino in fondo, anche solo per un periodo di tempo limitato. IVA più bassa per un breve lasso di tempo.

Di seguito il video della conferenza conclusiva degli Stati Generali

Il problema economico: una misura costosa da finanziare con lo scostamento di bilancio

Ma c’è un problema, anzi due. Il primo è evidentemente quello economico. La rimodulazione dell’IVA ha un costo elevatissimo per le casse dello Stato. Con ogni probabilità si tratta di una manovra insostenibile. Che sicuramente non sarebbe finanziata da Bruxelles, che ha idee decisamente diverse sul piano di rilancio dei singoli Paesi. Ed è per questo motivo che l’idea sarebbe quella di finanziare il taglio dell’Iva con lo scostamento di bilancio, senza fare affidamento sul Recovery fund.

Roberto Gualtieri

Taglio dell’Iva, il problema politico: Pd e Italia Viva frenano Conte

C’è poi un secondo problema, di tipo prettamente politico. La proposta del premier Conte non piace a tutte le forze di maggioranza. Anzi, la coalizione è spaccata e la bilancia sembrerebbe pendere addirittura dalla parte del fronte del no, composto dal Pd e da Italia Viva di Matteo Renzi, che continua a chiedere opere, cantieri e infrastrutture.

Matteo Renzi
Roma 13/08/2019 – conferenza stampa Matteo Renzi / foto Samantha Zucchi/Insidefoto/Image nella foto: Matteo Renzi

L’Italia del Rilancio non corre

Finiti gli Stati Generali il governo è fermo. Lo stesso governo che avrebbe dovuto accelerare per mettere a punto il piano rilancio preparando il terreno con il decreto semplificazioni, tanto per fare un esempio. Il rilancio non decolla, e se il buongiorno si vede dal mattino la sensazione è che l’ambizioso progetto presentato nella magnifica cornice di Villa Pamphili resti tale. Un ambizioso progetto che rischia di rimanere incompiuto.

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ultimo aggiornamento: 24-06-2020


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