Giuseppe Sala, sindaco Milano, indagato in inchiesta Expo

Giuseppe Sala, attuale sindaco di Milano, risulta indagato per l’appalto principale di Expo 2015: si è autosospeso.

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Giuseppe Sala, sindaco di Milano nonché ex commissario di Expo 2015, è indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla “Piastra“, ovvero la piattaforma sulla quale è stata costruita l’intera esposizione.

Il reato per cui il sindaco del capoluogo lombardo è indagato, è concorso in falso materiale e falso ideologico, attuato nel maggio del 2012.

La Procura generale aveva sottratto il fascicolo alla Procura della Repubblica, potere reso possibile dalle norme, perché in opposizione all’archiviazione delle posizioni minori (cinque) che risultavano nel registro degli indagati. La Procura della Repubblica, invece, ha ripreso in mano il fascicolo e approfondito le indagini, aggiungendo anche il nome di Paolo Pizzarotti, costruttore, per tentata turbativa d’asta.

L’inchiesta aveva riguardato due ex manager Expo (Angelo Paris e Antonio Acerbo), l’ex presidente dell’azienda vincitrice Mantovani (Piergiorgio Baita) i due imprenditori (Erasmo e Ottaviano Cinquedue). Sala risulta il settimo iscritto nel registro.

Le accuse

Una volta appresa la sua iscrizione nel registro degli indagati, Sala ha deciso di autosospendersi dal suo incarico.

Giuseppe Sala ha voluto affidare il suo primo comunicato dopo lo “scoppio della bomba” alla sua pagina Facebook:

“Apprendo da fonti giornalistiche che sarei iscritto nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla Piastra Expo. Pur non avendo la benché minima idea delle ipotesi investigative, ho deciso di autosospendermi dalla carica di Sindaco, determinazione che formalizzerò domani mattina nelle mani del Prefetto di Milano.”

L’indagine per corruzione e turbativa d’asta era stata aperta nel 2012. Gli investigatori del Nucleo di polizia tributaria parlarono di un “contesto di evidente illegalità”. Oggetto dell’inchiesta era la cosiddetta Piastra, la base su cui venne costruita l’esposizione.

“Con gradi di responsabilità diversi, attraverso le loro condotte fattive ed omissive hanno comunque contribuito a concretizzare la strategia volta a danneggiare indebitamente la Mantovani per tutelare e garantire, si ritiene, più che la società Expo 2015 Spa il loro personale ruolo all’interno della stessa”.

La congruità dei prezzi stabiliti da Mantovani non era stata verificata per poter accelerare i lavori e finirli in tempo. Il prezzo al ribasso (di più del 4%) accordato alla ditta Mantovani, decisamente incongruo, ha evidenziato i comportamenti illeciti e fatto proseguire le indagini.

L’inchiesta necessiterà di altri sei mesi prima di essere completata.