Omicron 5, la variante più contagiosa

Omicron 5, la variante più contagiosa

Alcuni studiosi sono preoccupati per la propagazione di Omicron 5, la variante Covid proveniente dal Sudafrica.

Omicron 5 è la variante del virus SarsCoV2 identificata in Sudafrica. Attualmente, la mutazione si sta diffondendo anche in Europa. Secondo gli esperti, il Covid è ancora un pericolo e bisogna stare allerta. A destare preoccupazione è la nuova variante BA.5, chiamata anche Omicron 5.

Si tratta di una sottovariante del Covid individuata in Sudafrica. Ma ora, si sta diffondendo anche in tutta Europa. La sua velocità di propagazione è allarmante. Difatti, Omicron 5 risulta essere più contagiosa rispetto alla precedente. Condivide le stesse mutazioni di BA4.

Le ondate periodiche

La preoccupazione degli esperti è che il virus possa mutare costantemente creando delle ondate periodiche. Secondo alcuni esperti le sottovarianti sono altamente pericolose proprio per la loro capacità di generare nuove ondate. Francesco Broccolo, virologo dell’Università Bicocca di Milano, “E’ davvero prematuro dire che il virus SarsCoV2 si stia indebolendo”.

I soggetti a rischio

Nella fattispecie, i sintomi prodotti dall’infezione dalla variante Omicron 5 sono del tutto simili a quelli della BA.2. Quindi raffreddore con febbre e dolori osteoarticolari, che cessano dopo quattro o cinque giorni nei soggetti muniti di vaccino contro il Covid. La categoria di persone che preoccupa gli esperti è quella dei soggetti fragili, quali anziani e persone con malattie a carico del sistema immunitario.

Come intervenire in caso di infezione da Omicron 5

Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive ha spiegato come comportarsi nel caso in cui si contragga il virus. “Per le persone con febbre e dolori il consiglio è di prendere antinfiammatori e antipiretici. Si agisce sui sintomi sempre ovviamente dopo aver parlato con il proprio medico di famiglia”.

Andreoni continua spiegando quali sono i farmaci vietati: “Non vanno presi il cortisone e gli antibiotici. Se poi il malato inizia ad accusare problemi respiratori, deve avvertire il dottore, perché magari c’è bisogno di auscultare il paziente”.

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