Globalizzazione: né protezionismo né dumping, il compromesso al G20

A Hangzhou, in Cina, si è parlato di globalizzazione al vertice G20

“Crescita inclusiva sostenibile”, è in queste tre parole il consuntivo del vertice G20 che si è concluso a Hangzhou, in Cina. Una ricetta che prevede il ricorso a innovazione e riforme, contro protezionismo e dumping industriale o fiscale.

“Siamo d’accordo per rafforzare il commercio e il meccanismo di investimenti nel G20 – ha detto il presidente chinese, Xi Jinping – vogliamo dare a essi un maggiore impulso come motori della crescita globale e di un’economia aperta”.

“Crescita sì, purché sia equa” ha ribadito, dal canto suo, il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi secondo cui è opportuno fare di tutto affinché si eviti di esasperare le differenze.

“Una stabilità finanziaria priva dell’inclusione dei cittadini, che non plachi le paure della classe media – ha spiegato – è una stabilità finanziaria che va bene per i convegni, non per la vita di tutti i giorni”.

Un altro impegno dei 20 grandi è quello legato all’armonizzazione dei sistemi fiscali, soprattutto dopo la maxi multa europea da 13 miliardi di euro alla Apple per tasse non pagate, con uno standard automatico sulla trasparenza e sullo scambio d’informazioni entro il 2018″, come ha sottolineato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.

“La ricerca di un regime trasparente che permetta uno scambio uguale dal punto di vista fiscale – ha spiegato – è acquisito come un nuovo capitolo molto importante nell’agenda del G20”.

Infine, dal consesso giapponese è emerso il riconoscimento dell’immigrazione come un problema di portata globale, il cui fardello va senza alcun dubbio condiviso tra tutti i Paesi convolti, e non solo.

Fonte: askanews