Google diventa Alphabet, ma rimane Google

I fondatori di Google hanno ufficializzato la trasformazione dell’azienda in Alphabet, una compagnia che conterrà tutti i progetti principali.

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Dallo scorso 10 ottobre Google ha cambiato il proprio assetto societario. La cosa ha poco interesse dal punto di vista delle persone che ne usano i servizi, ma è molto importante per qanto riguarda l’assetto della società e il futuro.

La nuova azienda Alphabet, è definita da Larry Page nella presentazione ufficiale come Una collezione di aziende, che suona molto come un modo poetico di definire una holding. Alla base di questa scelta ci sono sicuramente anche motivi diversi, ma quelli raccontati dal nuovo amministratore delegato, che sarà accompagnato da cofondatore di Google Sergey Brin nel ruolo di presidente, suonano piuttosto ragionevoli.

Per Google infatti è sempre stato motivo d’onore avere il coraggio di osare e investire anche in settori apparentemente lontani dal business principale. Dal motore di ricerca ai servizi mail, Google aveva raggiunto anche settori lontanissimi dal mondo online, come Android, il sistema operativo per smarphone, o Google Fiber, che negli USA fornisce connettiività. Ma ci sono anche progetti più ambiziosi, come Calico, l’azienda che ha come obiettivo l’allungamento dell’aspettativa di vita, Life Sciences che studia nuovi sistemi per combattere il diabete, fino ad arrivare a Google X, che si occupa dei progetti sperimentali come i droni da spedizione o i Google Glass, ora noti come Project Aura.

Larry Page e Sergey Brin Google
Larry Page e Sergey Brin , fondatori di Google, davanti a una vecchia versione della server farm di google

Il nuovo assetto societario permetterà ad Alphabet di alleggerire l’azienda Google di tutti questi progetti, rendendola più snella ed efficiente, e nello stesso tempo di dare a tutti gli altri progetti dignità e autonomia da vere aziende, sempre sotto la supervisione di Page e Brin. Dal punto di vista operativo non cambierà praticamente nulla, a parte, possiamo immaginare, qualche restyle nei logo come è già accaduto per Google. L’unica variazione riguarda la nomina dall’amministratore delegato. Alla guida di Google infatti salirà Sundar Pichai che di fatto ne svolgeva già i compiti nei mesi passati.

Alphabet insomma, cambia tutto all’interno di Google per permettergli di non cambiare la propria missione. Cambiare tutto per non cambiare nulla. Ad eccezione del motto aziendale. Lasciato il vecchio e quasi adolescenziale Don’t be evil, il codice di condotta di Alphabet si apre con una frase che contiene il motto do the right thingFa la cosa giusta.

Fonte foto copertina: Talkandroid.com