Google mostra il mondo dello spettacolo a 360 gradi

Google annuncia un’iniziativa per portare musica, danza, teatro e opera nelle case di tutti con una serie di video a 360 gradi.

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Con un post comparso oggi nel blog ufficiale in lingua inglese, Google annuncia una nuova raccolta di video a 360 gradi disponibili per la visione. Di per sé non è una grande novità, il popolare motore di ricerca è solito a rilasciare periodicamente nuovi contenuti gratuiti. Però in questo caso si tratta di un progetto piuttosto ambizioso, cioè quello di portare nelle case delle persone alcune delle più grandi opere mondiali nel campo delle performing arts, cioè le arti dello spettacolo.

Il progetto, promosso dal Google Cultural Institute, ha una propria pagina dedicata, per il momento solo in inglese, e propone video a 360 gradi di alcune performance appositamente registrate, che possono essere viste sia attraverso un normale computer, sia via smartphone, ma soprattutto usando alcuni dei nuovi dispositivi per la realtà virtuale.

Nomi illustri

Questa grande raccolta, che è già stata rinominata Esibizione virtuale è nata grazie alla collaborazione di più di 60 organizzazioni, e offre una immersione nel mondo della musica, dell’opera, del teatro, della danza e della performance art in generale.

Fra le opere che possiamo osservare nei video a 360 gradi girati per questa esibizione possiamo trovare grandi classici come la nona sinfonia di Beethoven suonata dalla Filarmonica di Berlino, ma anche nuovi classici come le coreografie di Benjamin Milleped.

Tutto questo grazie al Google Cultural Institute, attivo su molti altri fronti per la conservazione della cultura e delle tradizioni, come possiamo vedere sul sito ufficiale che raccoglie già moltissimo materiale oltre a quello creato appositamente per Step on stage.

Oltre alle prestazioni in senso stretto, questo nuovo archivio include anche alcune nuove immagini per la funzione indoor street view, che permette di navigare le mappe vedendone le immagini, e in questo caso di accedere a backstage e luoghi esclusivi normalmente inaccessibili.

Fonte foto copertina: Google Performing Arts