Il governo Draghi accelera i tempi e si prepara a chiudere la prossima manovra: tutti i nodi da sciogliere che dividono la maggioranza.

Dopo le tensioni legate al decreto sulla delega fiscale, il dibattito tra le forze di maggioranza che sostengono il governo Draghi entra nel vivo con i lavori per la preparazione della manovra di bilancio, tassello fondamentale dell’attività politica di un governo. E i temi spinosi che dividono la maggioranza sono tanti. C’è distanza ad esempio sul Reddito di Cittadinanza e sul cuneo fiscale. Anche sul altri temi legati al fisco le parti sembrano particolarmente distanti.

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Il governo Draghi lavora alla manovra: gli ultimi nodi da sciogliere

In questo contesto tutt’altro che agevole, il Presidente del Consiglio Mario Draghi cerca la formula per mettere in piedi una manovra che possa rilanciare l’economia dell’Italia rendendo la crescita stabile e sostenibile senza scontentare nessun partito di maggioranza. O meglio, non scontentare nessuno è impossibile. L’obiettivo è quello di scontentare tutti allo stesso modo così da poter incassare l’approvazione.

Palazzo Chigi
Palazzo Chigi

La discussione sul Reddito di Cittadinanza

Quando si parla della manovra, a pesare non sono le parole o le promesse, ma i numeri. Ogni forza di maggioranza guarda a quanti soldi sono stanziati per le misure proposte e quanti invece sono destinati ad altri progetti.

Non serve molta fantasia per capire che durante i lavori si discuterà anche animatamente sul Reddito di Cittadinanza, misura bandiera del Movimento 5 Stelle difesa – non proprio a spada tratta – anche dal Partito democratico e contestata duramente dalla Lega, da Forza Italia e da Italia Viva. E su questo tema peserà la parola di Mario Draghi.

Il Presidente del Consiglio in questi mesi ha detto e ripetuto di non essere intenzionato a cancellare la misura che però dovrà essere potenziata soprattutto per quanto riguarda la seconda fase, quella dell’inserimento dei destinatari della misura nel mondo del lavoro.

Al momento il grande limite del Reddito di Cittadinanza è che i beneficiari prendono soldi ad oltranza e non si inseriscono in alcun modo nel mondo del lavoro. Anche perché spesso il Reddito di Cittadinanza è economicamente più conveniente di alcune offerte indecenti che ricevono molti ragazzi alla ricerca di un impiego. Questo dovrebbe quindi aprire ad una riflessione anche sul mondo del lavoro.

Il premier Draghi dovrà mettere sul tavolo una proposta in grado di convincere i detrattori della misura ad accettarne il rifinanziamento e i sostenitori della misura (M5s in particolar modo) ad accettarne le modifiche. Che ci saranno. E saranno importanti.

Come potrebbe cambiare il Reddito di Cittadinanza?

Ma come potrebbe cambiare il Reddito di Cittadinanza? In primo luogo potrebbero essere rivisti i requisiti, anche per arginare le richieste dei furbetti del Reddito. Poi si procederà con una revisione dei requisiti che determinano se un’offerta di lavoro è congrua per il destinatario del Reddito. L’idea è quella di proporre a chi percepisce il Reddito un lavoro non eccessivamente distante da casa e in linea con il percorso di studi e professionale.

Reddito di Cittadinanza
Reddito di Cittadinanza

Dalle tasse sul lavoro alla riforma delle pensioni: gli altri nodi da sciogliere

Ma non c’è solo il Reddito di Cittadinanza. Draghi deve fare i conti con la richiesta di Lega, Italia Viva e Forza Italia di arrivare ad un significativo taglio dell’Irpef nella riforma fiscale.

Il Partito democratico dovrebbe portare avanti la sua battaglia per la riduzione delle tasse sul lavoro. Chiude il quadro, limitandoci ai macro-argomenti, la riforma delle pensioni e il superamento di Quota 100.

Il Consiglio dei Ministri

La data chiave è quella del 19 ottobre, con il Consiglio dei Ministri sulla manovra e sul Documento programmatico di bilancio che dovrà essere inviato a Bruxelles.

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ultimo aggiornamento: 18-10-2021


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