GP d’Austria Vettel quarto nella noia

Al GP d’Austria nuova doppietta per le imprendibili frecce d’argento, Vettel con la Ferrari è quarto per colpa di un dado. Torna alla mente la fantastica vittoria di Vittorio Brambilla di 40 anni fa.

Solita doppietta delle frecce d’argento con scambio solo di posti tra Hamilton secondo e Rosberg primo. Vettel perde il terzo gradino del podio per un dado, quello della ruota posteriore della sua Ferrari che proprio non ne vuole sapere di avvitarsi. Alla fine con le maniere forti gli uomini in rosso riescono nell’impresa. 13 secondi sono però una eternità. Nonostante la furibonda rimonta, Sebastian non riesce a superare Massa che ne approfitta agguantando il podio.

Kimi si elimina invece da solo perdendo il controllo della sua Ferrari al quarto giro. Alonso non riesce a schivarlo e gli vola sopra, sfiorando, con le ruote della sua McLaren, la testa del ferrarista. Grande spavento, ma nessuna conseguenza per fortuna per i piloti.

Per il resto la solita noia, con i telecronisti impegnati nel difficile compito di risvegliare gli spettatori che dormono sul divano con i duelli per le posizioni di rincalzato e, negli ultimi giri, cercare di proporre un improbabile confronto diretto tra Vettel e Massa per la terza posizione. Assurdo che questo non avvenga, non per mancanza di grinta e competitività da parte dei piloti, ma per uno stupido dado, lampante dimostrazione dell’idiozia dei pitstop che falsano i valori in campo. Meglio gare più brevi, con le stesse gomme dall’inizio alla fine, ma più spettacolari e combattute.

Mi torna alla mente un’altro GP d’Austria di quarant’anni fa. Era il 1975, sulla linea di partenza sono schierati Niki Lauda con la Ferrari e James Hunt con la Hesketh. Tra i due è già bagarre per la classifica mondiale. Si aspettano scintille su un circuito tanto difficile, impegnativo e pericoloso quale è Zeltweg. I nuvoloni in cielo non promettono nulla di buono ed infatti inizia a piovere. Ben presto è un vero e proprio diluvio.

Tra le nubi d’acqua sollevate dalle ruote delle monoposto spunta all’improvviso il muso di una March, è quella di Vittorio Brambilla, brianzolo doc, soprannominato dalla stampa inglese il Gorilla di Monza, per il suo modo irruento di guidare che non concede spazio a nessuno. Lui corre sempre al massimo, qualunque siano le condizioni della pista. Mentre gli altri volano fuori, il “Brambilun” infila un avversario dopo l’altro fino a quando si trova in testa.

Piove però a catinelle, testa coda e uscite di pista si susseguono a un ritmo preoccupante. I commissari e i giudici di gara hanno paura che ci scappi l’incidente mortale. Decidono di sospendere la corsa prima che si concluda la metà gara. Di conseguenza anche i piloti conquistano la metà dei punti. Il Vittorio è primo, ha corso come un pazzo, rischiando il tutto per tutto. Taglia il traguardo a tutto velocità, ma quando tocca i freni perde il controllo e finisce contro il guardrail, per fortuna senza alcuna conseguenza. Una corsa magnifica che da sola meriterebbe un film.

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ultimo aggiornamento: 21-06-2015

Enzo Caniatti

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