GP del Canada: soporifero nonostante Vettel

Al GP del Canada Vettel è protagonista di una entusiasmante rimonta che lo porta dal 18° al 5° posto, ma la Formula impedisce di trasmettere lo stesso patos dei tempi eroici di Gilles Villeneuve.

Neppure una pista nata per facilitare ed esaltare i sorpassi come quella di Montreal è riuscita a rendere meno soporifera la F1. E pensare che il circuito è intitolato a Gilles Villeneuve, uno dei “Cavalieri del rischio” che dei sorpassi aveva fatto un inimitabile arte e del coraggio una ragione di vita. Proprio qui Gilles fu protagonista nel 1981 di un memorabile GP sotto il diluvio. Partito in undicesima posizione, riuscì a recuperare diverse posizioni fino ad installarsi al terzo posto, ma un contatto durante un doppiaggio finì per piegare ulteriormente l’alettone anteriore già danneggiato in partenza della sua Ferrari fino a coprirgli totalmente la visuale. Nonostante gli incitamenti dai box a rientrare, l’asso canadese decise di continuare la corsa, fino a quando l’appendice aerodinamica si staccò. Riavuta la piena visibilità, riconquistò in un entusiasmante crescendo, accompagnato dal boato della folla, la posizione perduta. Con semplicità Gilles dichiarò in seguito che durante quei giri “cechi”, non potendo vedere davanti a causa dell’alettone che gli ostruiva la visuale, si era affidato, per capire quali traiettorie tenere, alle tracce lasciate dagli pneumatici delle vetture che lo precedevano.

Anche Vettel con la Ferrari è partito oggi dalle ultime posizioni ed è stato protagonista di una rimonta strepitosa che lo ha portato a concludere al quinto posto dietro al compagno di squadra Raikkonen. È stato per tutta la gara il più veloce in pista, dimostrando che se avesse avuto in griglia una posizione più favorevole avrebbe potuto giocarsela per il podio, nonostante la conclamata superiorità delle Frecce d’Argento autrici, con i “soliti” Hamilton e Rosberg, dell’ennesima doppietta, per la precisione la quinta della stagione.

Tuttavia il patos per i 100.000 che affollavano gli spalti e per noi telespettatori non c’è proprio stato. Persino i sorpassi – questa volta ce ne sono stati – perdono mordente. I pit stop per il cambio gomme, rendono difficile e noioso seguire la gara e costringono i piloti ad assurde rimonte per riprendere posizioni già acquisite. L’invasiva regia dei box toglie mordente ai valori umani in campo, a favore della perfezione tecnologica.

Si è perso nei meandri di sempre più complessi e astrusi regolamenti quel rapporto tra uomo e macchina, proiettato verso le prestazioni assolute, che era alla base stessa della massima formula e del suo successo. È tempo che si ripensi proprio alla Formula.

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ultimo aggiornamento: 07-06-2015

Enzo Caniatti

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