È arrivato l’allungo decisivo nel Mondiale, sarà il suo settimo iridato, ma Lewis Hamilton ricorderà per sempre il GP dell’Eifel per un record a lungo inseguito: raggiungere le 91 vittorie di Michael Schumacher!

È arrivato l’allungo decisivo nel Mondiale, sarà il suo settimo iridato, ma Lewis Hamilton ricorderà per sempre il GP dell’Eifel, sulla leggendaria pista del Nurburgring, per un record a lungo inseguito: raggiungere le 91 vittorie di Michael Schumacher, suo idolo, su una pista tedesca (dove Schumi ha trionfato in cinque occasioni) ha un sapore speciale.

Lewis (voto 10) rischiava di rinviare nuovamente l’appuntamento con la storia: secondo in qualifica, sorpreso da Bottas anche in partenza, ha però mantenuto la calma e aspettato l’errore del compagno di squadra. Neppure la safety-car, probabilmente messa in pista per movimentare il finale, ha destabilizzato Hamilton che ha tenuto agevolmente alle sue spalle Verstappen.

La lotta per il secondo posto

GP Formula 1
GP Formula 1

Max (voto 7) ha massimizzato per l’ennesima volta il potenziale a sua disposizione: la sua Red Bull non è di certo da titolo eppure l’olandese ha portato a casa l’ottavo podio su undici gare e nella generale è a -14 dalla Mercedes di Bottas (5.5).

Il finlandese ha illuso con una qualifica super e con un’aggressività mai vista prima nelle prime due curve: è poi arrivato il lungo in curva 1 ad un quarto di gara, preludio del ritiro per problemi alla power unit e dell’addio ai sogni iridati. Le quote dei migliori bookmakers e casino online, d’altronde, non lasciano spazi ad interpretazioni: Bottas può tornare in gioco soltanto con un miracolo.

I promossi

Non ci fosse stato Hamilton, la palma di MVP sarebbe probabilmente andata a Daniel Ricciardo (voto 8): grandissimo terzo posto dell’australiano, che torna sul podio due anni e mezzo dopo la vittoria a Montecarlo su Red Bull e riporta la Renault tra le prime tre nove anni e mezzo dopo l’ultima volta (Petrov a Melbourne, nel 2011). Fantastico il sorpasso su Leclerc, emozionante anche il duello nel finale con Perez (voto 7) che avrebbe ugualmente meritato di salire sul podio.

Podio che continua ad essere un sogno per Nico Hulkenberg (6.5), il pilota che ha corso più gare in Formula 1 senza collezionare un piazzamento di prestigio. Il tedesco è stato chiamato al volante della Racing Point sabato mattina, per l’indisponibilità di Stroll, è partito dalle retrovie ma è risalito fino ad un soddisfacente ottavo posto.

6.5 va dato anche a Giovinazzi, capace di andare a punti per la seconda volta in stagione a punti dando la sensazione di essere in costante e netta crescita.

I bocciati

Restiamo, allora, in casa Alfa Romeo e purtroppo la prima bocciatura va a Kimi Raikkonen (5): diventa il primatista assoluto di Gran Premi disputati (323) ma celebra l’evento con un’indecisione grossolana in partenza e la manovra insensata che mette fuori gara l’incolpevole Russell. Male anche Albon (4.5), ormai in confusione totale e stritolato dal paragone con Verstappen: va vicino a fare strike al via (Ricciardo graziato…), poi butta fuori Kvyat e infine si arrende ad un guasto meccanico. La sua avventura in Red Bull non è destinata a durare molto.

La Ferrari

Altro week-end umiliante per la Ferrari (voto 4), non addolcito dal quarto posto in qualifica di Leclerc che aveva illuso un po’ tutto l’ambiente. Gli aggiornamenti, minimi, non portano grossi risultati, usura gomme e mancanza di velocità restano problemi gravissimi.

Leclerc (6) prova a lottare come un leone ma pesa la prima parte in clamorosa sofferenza con le soft, con macchina pesante. Viene da chiedersi quanto tempo resterà paziente il monegasco.


Capitolo a parte per Sebastian Vettel (3): difficile stabilire se si tratti di pensione anticipata o vacanza prolungata in vista della nuova avventura in Aston Martin. Certo è che gli ormai comici testacoda del 4 volte campione del mondo si sono arricchiti di un nuovo capitolo: ora si gira (da solo) anche prima della staccata, nel tentativo di sorpasso a Giovinazzi. Rendimento inaccettabile soprattutto se misurato al suo ingaggio, umiliante se rapportato ai titoli iridati. Continua a scaricare la responsabilità sulla macchina che sarà di certo più adatta allo stile di guida del compagno di squadra ma che non giustifica le bastonate che prende da Leclerc ad ogni week-end. Calvario senza fine.

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