Il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri parla del nuovo Recovery plan e avverte: “Una crisi di governo sarebbe incomprensibile”.

Intervenuto ai microfoni de il Corriere della Sera, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha fatto il punto sull’andamento dei lavori per la stesura del Recovery plan italiano, con la nuova bozza migliorata alla luce delle richieste arrivate dai partiti che compongono la maggioranza di governo.

Recovery plan, Gualtieri: “Crisi di governo sarebbe incomprensibile”

Nella prima fase della sua intervista al Corriere della Sera, Roberto Gualtieri ha parlato della crisi di governo, che lui definisce incomprensibile alla luce del delicatissimo momento che sta vivendo l’Italia.

“Sarebbe incomprensibile. Il dialogo con i partiti di maggioranza è stato molto utile perché ha permesso di migliorare l’impostazione del piano e rafforzarne coerenza e visione strategica. Su questa base ora si sta finalizzando la revisione del testo. Auspico che martedì sia approvata dal Consiglio dei ministri per poi avviare subito il confronto con il parlamento, con le forze sociali e con la Commissione europea. Dobbiamo concludere il lavoro nei tempi previsti. Ricordo che subito dopo questo passaggio – cruciale – il governo sarà chiamato ad altri interventi importanti: lo scostamento di bilancio e il nuovo decreto sui ristori. Sono indispensabili e urgenti, soprattutto alla luce della necessità di proseguire con le misure restrittive di contenimento della pandemia. Non vanno messi a rischio”.

Roberto Gualtieri
Roberto Gualtieri

La nuova bozza del Recovery plan

Gualtieri ha commentato anche la nuova bozza del Recovery plan, nata dal confronto con le forze di maggioranza.

“Sull’entità delle risorse a debito occorre salvaguardare la sostenibilità della finanza pubblica. Ma anche su questo punto – che è delicato – il dialogo e il confronto hanno consentito di ridurre la quota per i progetti in essere e di potenziare le risorse per i nuovi progetti del piano per oltre venti miliardi. Così, grazie anche al contributo del ministro per la Coesione Peppe Provenzano, una quota di prestiti europei ci consentirà di anticipare l’impiego di risorse non programmate. Significa accelerare e qualificare la spesa, aumentare gli investimenti al Sud e creare le condizioni per un ulteriore incremento complessivo. Tra l’altro abbiamo introdotto strumenti finanziari a leva per facilitare la mobilitazione di capitali privati e favorire l’impatto addizionale degli investimenti in alcuni ambiti: politiche industriali per le filiere strategiche, servizi turistici e infrastrutture di ricettività, economia circolare, housing sociale”.

Roberto Gualtieri
Roberto Gualtieri

Il potenziamo degli interventi su ricerca, formazione, turismo e cultura

Roberto Gualtieri ha poi fatto il punto su alcune delle novità della nuova bozza del piano nazionale. Il nuovo programma prevede interventi più consistenti per le politiche attive del lavoro, per il turismo e la cultura. Ma non solo.

“Vorrei sottolineare il forte potenziamento degli interventi sulla ricerca, la formazione, le politiche attive del lavoro, le infrastrutture sociali, il turismo e la cultura. Sono rafforzate sensibilmente le tre grandi priorità orizzontali del piano: le donne, i giovani e il Mezzogiorno. Tutti gli interventi delle diverse missioni dovranno essere disegnati e valutati in modo da avere un impatto particolare su di esse, perché il rilancio e la trasformazione dell’Italia passa per la capacità di risolvere queste tre grandi ‘questioni’ che si trascinano da tempo. Sui giovani, su cui ha giustamente insistito il segretario del Pd, le risorse direttamente investite salgono a almeno quaranta miliardi. Senza tenere conto dell’impatto sulle nuove generazioni di missioni fortemente orientate al futuro come quelle sulla rivoluzione verde e sul digitale”, ha proseguito Gualtieri.


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