I mediatori del Golfo impegnati per la tregua fra Stati Uniti e Iran ed evitare una ripresa del conflitto. La situazione in Medio Oriente.
Nell’ambito della guerra in Iran, nelle ultime ore sarebbe stato rivelato un piano per uccidere Donald Trump da parte delle forze di Teheran. Indubbiamente una situazione che non fa altro che aumentare la tensione tra le parti in riferimento al conflitto. Proprio per questo i mediatori sono a lavoro nel tentativo di non far terminare questa fragile tregua.

Guerra in Iran: mediatori a lavoro per far resistere la tregua
I mediatori del Golfo si sono mobilitati per cercare di far proseguire la fragile tregua fra Stati Uniti e Iran ed evitare una ripresa della guerra. Secondo quanto riportato dal New York Times, infatti, il Qatar è in contatto con Washington e Teheran per favorire una de-escalation. Non è chiaro se i tentativi di mediazione porteranno dei frutti e saranno in grado di interrompere la prova di forza di Stati Uniti e Iran. Al momento, però, non filtrano particolari informazioni su eventuali incontri già svolti o fissati per le prossime ore.
Confermati colloqui a Roma tra israele e Libano
In questo contesto, particolare rilevanza assumono i colloqui tra Israele e Libano che “sono confermati a Roma”. La data prefissata è il 15 e 16 luglio. Anche se questa è in qualche modo subordinata al fatto che “la devono scegliere loro: americani, libanesi e israeliani”. A farlo sapere è stato il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, conversando con i giornalisti a margine della riunione ‘Amici dei Balcani’ a Villa Madama. “Abbiamo offerto la nostra disponibilità ad Aoun, agli israeliani, agli americani”, ha detto il politico e vicepremier. Sempre Tajani ha spiegato che, indipendentemente dalla data, “Roma diventa centrale, una capitale di pace, in un momento in cui c’è bisogno di diplomazia che lavori a favore della pace. Ed è quello che stiamo facendo”.