Nell’ambito della guerra in Iran, ecco la proposta di Teheran agli Usa per mettere fine al conflitto. Cosa hanno detto Araghchi e Pezeshkian.
L’Iran propone agli Stati Uniti un piano per fermare le ostilità e creare le condizioni per un nuovo confronto sul programma nucleare. A riferirlo è il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo cui Teheran avrebbe avanzato una proposta articolata su un periodo di sette giorni. L’obiettivo sarebbe quello di arrivare a una cessazione delle ostilità, consentire la riapertura dello Stretto di Hormuz e, successivamente, avviare colloqui approfonditi sul dossier nucleare iraniano.

Guerra in Iran: l’apertura di Teheran
La decisione finale, secondo il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, spetta però a Washington. In un’intervista a Fox News, il presidente ha sostenuto che “sono gli Usa che devono decidere se porre fine alla guerra”, ribadendo che l’Iran non avrebbe scelto il conflitto. “Noi non abbiamo scelto la guerra, siamo stati attaccati e abbiamo dovuto difenderci”, ha dichiarato Pezeshkian.
Il presidente iraniano ha poi insistito sulla volontà di Teheran di interrompere le ostilità: “Non vogliamo continuare, è l’America a dover scegliere se porvi fine o meno”.
Nel corso dell’intervista, Pezeshkian ha affrontato anche la questione della Guida Suprema Mojtaba Khamenei, assente dalla scena pubblica da mesi. Il presidente ha assicurato che Khamenei gode di ottima salute, smentendo così le voci secondo cui sarebbe deceduto o si troverebbe in stato di morte cerebrale.
Le conseguenze delle sanzioni
Intanto, sul fronte dei collegamenti aerei, Teheran ha reagito alle conseguenze delle sanzioni americane, che hanno spinto diversi Paesi a interrompere i collegamenti aerei con l’Iran. Mohammad Mokhber, consigliere della Guida Suprema Mojtaba Khamenei, ha lanciato un avvertimento riportato dai media iraniani: “La nostra posizione è chiara: o lo spazio aereo regionale resta aperto a tutti, oppure non lo sarà per nessuno”.
Mokhber ha aggiunto che, se all’Iran verranno negate le autorizzazioni di sorvolo e i servizi aeroportuali, “nessun altro Paese della regione potrà beneficiarne”. E ha concluso avvertendo che l’Iran “non dimenticherà i Paesi che hanno appoggiato gli Stati Uniti nelle loro politiche ostili”.