Draghi, “Il ritorno della guerra in Europa non è accettabile. Siamo pronti a sanzioni più severe”

Draghi, “Il ritorno della guerra in Europa non è accettabile. Siamo pronti a sanzioni più severe”

L’informativa di Mario Draghi sulla guerra in Ucraina e sulla posizione dell’Italia e dell’Ue contro Mosca.

Nella mattinata del 24 febbraio, il premier Mario Draghi ha parlato alla Camera e al Senato per una informativa sulla guerra in Ucraina. Nel pomeriggio il Presidente del Consiglio prenderà parte al vertice NATO in videoconferenza. Nel pomeriggio è invece in programma il Consiglio dei Ministri.

Di seguito il video con la diretta dei lavori alla Camera.

L’informativa del premier Mario Draghi sulla guerra in Ucraina

Nella notte tra mercoledì e giovedì la Federazione russa ha lanciato una consistente offensiva contro l’Ucraina. L’invasione ha assunto subito una scala ampia e crescente“, ha esordito Draghi facendo il punto della situazione. “Abbiamo registrato esplosioni diffuse, anche nella zona di Leopoli, vicino alla frontiera europea. L’esercito russo prosegue con lanci di missili sulle principali città dell’Ucraina. L’esercito russo ha preso il controllo della zona della centrale nucleare di Chernobyl. L’offensiva ha già colpito in modo drammatico la popolazione ucraina. Le immagini sono terribili e ci riportano ai giorni più bui dell’Unione europea”, ha aggiunto il Presidente del Consiglio dei Ministri.

Il presidente ucraino ha disposto una mobilitazione generale di tutti gli uomini dai 18 ai 60 anni di età. Il governo russo ha confermato che l’obiettivo è demilitarizzare l’Ucraina e ha aperto ad una trattativa diretta con l’Ucraina“, ha proseguito Draghi.

Le informazioni sugli italiani in Ucraina

L’ambasciata italiana resta aperta e operativa. Ai connazionali è stato raccomandato di seguire le istruzioni delle attività locali. Alla luce della chiusura dello spazio aereo e della situazione sul terreno, stiamo pensando ad una evacuazione in condizioni di sicurezza. Voglio ringraziare l’ambasciatore e tutto il personale dell’ambasciata“. A questo punto Draghi è stato interrotto da un fragoroso applauso. “Voglio ringraziarli per la dedizione e il coraggio. E voglio ringraziare il ministro Di Maio e il personale della Farnesina per il costante impegno“. Seconda ondata di applausi da parte della Camera.

Kiev Ucraina

Draghi: “L’Italia considera inaccettabile l’attacco”

L’Italia considera inaccettabile l’attacco, che rappresenta una violazione dei trattati internazionali. Voglio esprimere la solidarietà alla popolazione ucraina e al Presidente Zelensky“. Anche qui Draghi è stato interrotto dagli applausi dei deputati.

Il ritorno della guerra in Europa non può essere tollerato. L’agenda della Russia è vasta, complessa e a lungo premeditata. Ho la sensazione di essere al primo stadio di un vasto cambiamento. L’Italia ha reagito tutto e ha convocato l’ambasciatore russo. Abbiamo richiamato Mosca a ritirare le forze in modo incondizionato. Ho parlato con i vari leader europei e con loro ho condiviso la ferma condanna di un attacco ingiustificato e non convocato”.

Con i leader del G7 abbiamo formalizzato una ferma condanna. Ho poi partecipato ad un Consiglio europeo straordinario al quale ha preso parte anche il Presidente Zelensky. Il presidente è nascosto da qualche parte. Oggi mi ha cercato, abbiamo fissato un appuntamento telefonico ma non è stato possibile fare la telefonata perché il Presidente non era più disponibile. L’Ue ha espresso la sua condanna nei confronti della Russia e della Bielorussia. Parteciperò oggi ad un vertice della NATO. Stiamo definendo un pacchetto da 110 milioni di euro di aiuti all’Ucraina per aiuti umanitari e per supporto alle attività macrofinanziarie. I capitali sono andati via tutti. Non c’è nessuno che possa anche solo pensare di investire in Ucraina”.

Mario Draghi

Le misure militari e difensive

Nell’ambito della difesa si stanno disponendo misure di assistenza. Il governo italiano ha sempre auspicato di risolvere la crisi in modo pacifico. Ma qualsiasi dialogo deve essere sincero e utile. Il comportamento della Russia rende questo dialogo impossibile. Dobbiamo difendere il nostro continente. Dal punto di vista militare, la NATO si è già attivata. Le fasi successive prevedono l’assunzione di una postura di difesa e ristabilimento della sicurezza. I piani prevedono un incremento delle forze militari e l’utilizzo delle regole di ingaggio predisposte per un impegno immediato. Siamo pronti a contribuire con circa 1.400 uomini. Le forze saranno impiegate nell’area di responsabilità della NATO. L’Italia e la NATO vogliono trasmettere un messaggio di unità e solidarietà all’Ucraina. Voglio ringraziare il Ministro Guerini e le Forze Armate per la loro prontezza e preparazione”.

Le sanzioni

Per quanto riguarda le sanzioni, siamo allineati con i partner. Mercoledì sono state approvate le prime misure restrittive, eravamo nella fase iniziale della crisi. In seguito all’invasione abbiamo approvato misure più incisive in preparazione da settimane. Gli atti legislativi sono attualmente in discussione a Bruxelles. Le sanzioni prevedono misure finanziarie, il blocco di nuovi depositi finanziari dalla Russia, misure nel settore dell’energia, misure nel settore dei trasporti, un blocco dei finanziamenti per nuovi investimenti. Prevediamo inoltre un secondo pacchetto che includa membri della Duma non ancora sanzionati. Siamo pronti a misure ancora più dure se queste non fossero sufficienti”.

L’impatto delle sanzioni sull’economia italiana

Le sanzioni approvate ci impongono di valutare l’impatto sulla nostra economia. La principale preoccupazione è legata al settore energetico. Le vicende di queste giorni confermano l’imprudenza nel non aver diversificato le nostre fonti di energia e i nostri fornitori. In Italia abbiamo ridotto la produzione di gas da 17 a 3 miliardi di metri cubi a fronte di un consumo nazionale che è rimasto costante. Dobbiamo procedere specifici nel percorso di diversificazione. Il governo segue i flussi di gas. Abbiamo riunito diverse volte il comitato di emergenza gas. Gli stoccaggi italiani beneficiano di aver avuto ad inizio inverno una situazione migliore rispetto ad altri Paesi con un livello di riempimento intorno al novanta per cento. L’Italia è impegnata a spingere l’Ue verso meccanismi di stoccaggio comune. E ci auguriamo che la crisi possa accelerare una risposta positiva su questo tema. Il governo è pronto a calmierare il prezzo dell’energia. In questa fase potrebbe essere necessario riaprire le centrali a carbone”.

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