Stati Uniti, è guerra tra Trump e i giudici sul decreto “Muslim ban”

Negli Stati Uniti è battaglia senza esclusioni di sorta sul c.d. decreto “Muslim ban”: un giudice dello stato di Washington ha bloccato l’applicazione del decreto e Trump annuncia una controffensiva

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La questione “Muslim ban” rischia di arrivare alla Corte Suprema. Il decreto firmato da Donald Trump prevede il blocco dell’ingresso dei cittadini provenienti da sette Paesi islamici (Siria, Libia, Iran, Iraq, Somalia, Sudan, Yemen), a meno che non siano provvisti di green card. Il provvedimento ha scatenato immediatamente le reazioni popolari di chi è contrario a simili azioni per controllare l’immigrazione negli Stati Uniti. Soprattutto, il “Muslim ban” ha già dovuto fare i conti con alcuni stop alla sua applicazione.

Giudici vs Trump

Per il presidente Usa, da ieri a Miami con Melania per il weekend, è arrivata un’altra doccia fredda: l’attorney general dello stato di Washington (equivalente al Procuratore Generale) ha dichiarato che nessuno è sopra la legge, neanche il Presidente. Il giudice di Seattle James Robart ha respinto il parere negativo arrivato dalla Casa Bianca ed ha affermato il fondamento del blocco al decreto emettendo una ingiunzione restrittiva verso il provvedimento che ha effetto a livello nazionale. Allo stato del profondo West si è accodato anche il Minnesota. Trump ha annunciato la controffensiva condotta dal Dipartimento di Giustizia al fine di difendere il “Muslim ban”.