Sei italiani rimasti in Russia raccontano cosa comportano le sanzioni e i problemi che vivono con le banche.

Alcuni italiani rimasti in Russia hanno raccontato a Tgcom24 come stanno vivendo lì e come viene vista la guerra in Ucraina. Gli italiani intervistati abitano in varie città del Paese, da Mosca a San Pietroburgo. Le opinioni sulla guerra tra loro sembrano essere differenti e non così compatte a sfavore della guerra come si era immaginato.

Alcuni si mostrano contrari al conflitto, altri sono certi che in Italia le notizie vengano gonfiate, c’è chi sta con Putin e chi, invece, si sente tradito. Quello che è interessante notare, al di là delle loro opinioni personali, è in che modo la guerra abbia o meno influito sul loro lavoro e sulla loro quotidianità. La vita in Russia è rimasta uguale, nessun allarme di scaffali vuoti o code fuori dai supermercati. I problemi, però, vengono rilevati con le banche.

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Un uomo di 52 anni di Milano, che vive a San Pietroburgo da 10 anni e dirige in Russia un’agenzia di marketing, si mostra deluso da Putin. Sulle questioni pratiche dice: “La vita quotidiana non è cambiata. Non c’è percezione che stia succedendo qualcosa”. Quello che nota, però, è che negozi internazionali come McDonald’s, KFC e Starbucks, hanno chiuso. L’uomo aggiunge che trasferire soldi in Italia è diventato difficile e che il prezzo di alcuni beni è aumentato, ad esempio quello dei farmaci.

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Le testimonianze

Un altro racconto viene da Rocco, originario della Sicilia che vive a Mosca da un anno e mezzo, che spiega: “La pancia del popolo sta con Putin” ed è convinto che in Italia l’informazione sia molto gonfiata. Parla di una propaganda accentuata da parte dell’Europa e dell’America. I parenti gli dicono di tornare in Italia per paura ma lui insiste: “Non è cambiato nulla”.

Molti italiani rimasti in Russia dicono che sapevano da tempo della situazione in Ucraina ma che non se la sentono di attaccare Putin o definirlo dittatore. Lì, nonostante tutto, gli italiani continuano ad essere trattati bene. Piuttosto molti di loro si sentono abbandonati dalle istituzioni italiane soprattutto per il blocco delle transazioni economiche. In questo modo non possono aiutare le proprie famiglie in Italia.

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ultimo aggiornamento: 11-04-2022


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