Si torna a parlare di casi di Hantavirus. Ecco cosa è, quali sono i sintomi, come si trasmette e come si può intervenire per le cure.
L’epidemia di Hantavirus scoppiata su una nave da crociera ha riportato l’attenzione sul virus trasmesso dai topi. Andiamo a scoprire nel dettaglio cosa è questa malattia, come si trasmette, quali sono i suoi sintomi e soprattutto se esiste un modo per l’uomo per proteggersi e, in caso di contagio,quali sono le cure necessarie.

Hantavirus: cosa è come si contrae
L’hantavirus è un tipo di virus appartenente alla famiglia Hantaviridae, trasmesso principalmente dai roditori selvatici. Secondo l’World Health Organization (WHO), questi virus possono provocare malattie gravi nell’uomo, tra cui la sindrome cardiopolmonare da hantavirus (HCPS) e la febbre emorragica con sindrome renale (HFRS).
La trasmissione avviene soprattutto attraverso il contatto con urine, saliva o feci di roditori infetti. Quando questi materiali si seccano, possono disperdersi nell’aria sotto forma di particelle microscopiche che, se inalate, possono causare l’infezione. Più raramente, il contagio può avvenire tramite morsi di roditori oppure toccando superfici contaminate e portando successivamente le mani a bocca, naso o occhi.
Gli ambienti più a rischio sono magazzini, cantine, stalle, rifugi di montagna e altri luoghi chiusi o poco ventilati dove possono annidarsi topi e ratti. Le attività di pulizia in ambienti infestati rappresentano una delle principali occasioni di esposizione al virus. Per questo motivo, le autorità sanitarie raccomandano di arieggiare bene i locali, utilizzare guanti e mascherine ed evitare di sollevare polvere durante le pulizie.
I sintomi e le cure: non esiste vaccino
I sintomi iniziali dell’infezione ricordano spesso quelli di un’influenza: febbre, dolori muscolari, mal di testa, nausea e stanchezza. Nei casi più gravi possono comparire difficoltà respiratorie o insufficienza renale, condizioni che richiedono un ricovero ospedaliero immediato.
Attualmente non esiste un vaccino ampiamente disponibile contro l’hantavirus. La prevenzione resta quindi fondamentale: limitare il contatto con i roditori, mantenere puliti gli ambienti domestici e seguire corrette norme igieniche sono le misure più efficaci per ridurre il rischio di contagio.
La mortalità del virus: parla Bassetti
Intervistato da Leggo, Matteo Bassetti, direttore del Malattie infettive del San Martino di Genova, ha fornito anche alcuni dati in merito al tasso di mortalità dell’hantavirus: “Questa è una malattia che inizia in una maniera molto semplice, come una forma simil influenzale, e poi può progredire verso forme gravi come la polmonite interstiziale, una sindrome respiratoria acuta, una Sars, che può colpire anche i reni. Stiamo parlando di una mortalità per le forme polmonari che va al 50% e per le forme invece renali al 30%”.