I primi giochi mondiali per i popoli indigeni in Brasile – VIDEO

1.800 atleti di tutto il mondo in campo fino al 31 ottobre

Una lancia con tanto di penne stabilizzanti scagliata lontano come un giavellotto da un atleta in costume tradizionale, un arciere a torso nudo colpisce (o almeno ci prova) un bersaglio con le sembianze di pesce; sono solo alcune delle pittoresche discipline dei Giochi mondiali dei popoli indigeni in Brasile, un’alternativa ai Giochi olimpici che il Paese sudamericano ospiterà nel 2016.

In campo fino al 31 ottobre a Palmas, capitale dello stato amazzonico del Tocantins, nel Nord del Brasile, circa 1800 atleti appartenenti una cinquantina di gruppi etnici, provenienti da 23 Paesi, tra cui mongolia, Etiopia, Canada, Giappone e Nuova Zelanda.

I giochi mondiali sono una derivazioni dei giochi indigeni brasiliani, nati nel 1996 e circa 700 dei 1800 atleti provengono proprio dal Brasile.

“Crediamo che i giochi indigeni siano importanti quanto le Olimpiadi – dice questo atleta neozelandese – probabilmente gli stessi giochi olimpici all’inizio erano in qualche modo ‘indigeni’ i nostri sport sono importanti quanto quelli tradizionali”.

“Anche se lo spirito di competizione c’è, come nel tiro alla fune dietro di me – aggiunge Lamarr, canadese – al tempo stesso condividiamo le tradizioni e i costumi di ciascun popolo e ne troviamo molte in comune, è molto bello”.

Nella cerimonia di apertura dei giochi, gli indigeni hanno riscaldato gli animi con una serie di spettacoli rituali accendendo il fuoco sacro, in luogo del braciere olimpico, simbolo di pace e fratellanza tra i popoli. Si stima che nel mondo ci siano circa 370 milioni di indigeni, di questi 900mila vivono in Brasile, parlando 274 lingue diverse.

Fonte: askanews