I ricercatori possono stampare in 3D vasi sanguigni funzionanti

Grazie a una nuova tecnica di bioingegneria, alcuni ricercatori sono riusciti a stampare in 3D vasi sanguigni che funzionano come quelli veri.

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La notizia proviene dal Lawrence Livermore National Laboratoy, un centro di ricerca californiano, ed è di quelle che possono cambiare davvero il nostro modo di intendere molti campi della medicina. Alcuni ricercatori infatti sono riusciti a usare una nuova tecnica chiamata Bioprinting per stampare in 3d vasi sanguigni che funzionano come quelli presenti nel corpo umano e degli altri animali.

La tecnica prevede l’uso di una stampante 3D non troppo diversa da quelle che si usano per costruire oggetti, e di una particolare sostanza chiamata bio-ink, che in pratica è fatta di sostanze biologiche e nutrienti compatibili con il corpo umano. Il resto, concettualmente, è piuttosto semplice: si stampano in 3D alcuni microtubi circondati di questo materiale organico, si irrorano di sangue e si lascia che in qualche modo la natura faccia il proprio corso: dopo qualche tempo all’interno della massa organica si creeranno da soli nuovi capillari che porteranno sangue e nutrienti al tessuto circostante.

Cosa cambia nella ricerca?

Prima di tutto si tratta di un nuovo sistema, che i ricercatori definiscono co-ingegneria: in pratica si costruiscono i tessuti artificiali collaborando con la natura, permettendogli di crescere in modo spontaneo. Poi, questa tecnica potrebbe aprire il campo a un nuovo e più efficace sistema per la creazione di organi artificiali, e contribuire in futuro a ridurre la scarsità di donatori.

Infine, anche se al momento i vasi sanguigni stampati in 3D non possono essere trapiantati, sono comunque in grado di funzionare come quelli veri, e possono essere utilizzati per la ricerca, per esempio per gli studi di tossicologia o per testare alcuni trattamenti medici. Questo è un grande passo avanti perché può ridurre la necessità di usare animali dal laboratorio, in altre parole questa tecnologia, se sviluppata a dovere, può aiutare a liberarci dal bisogno di ricorrere alla sperimentazione animale. Tutto questo, grazie alla ricerca e alla stampa 3D.

Fonte foto copertina: Lawrence Livermore National Laboratory