Il leader della Lega sta in pressing per scegliere la squadra di governo prima delle elezioni per più motivi.

Nonostante la campagna elettorale sembra mettere tutti d’accordo all’interno del centrodestra, la realtà è che quello che mostrano è ben diverso dai risentimenti che non si sono mai risolti. Salvini non ha mai perdonato il soprasso all’alleata e la volontà di diventare premier nel caso di vittoria della coalizione. Ora le paranoie di Matteo Salvini su Giorgia Meloni dilagano sul sospetto che la leader di Fratelli d’Italia abbia fatto un “patto segreto” con il premier Mario Draghi per la lista dei ministri del prossimo governo.

Questo accordo sarebbe avvenuto attraverso varie conversazioni telefoniche e non solo, in cui Draghi avrebbe esposto la situazione di estrema difficoltà dal punto socio-economico del paese in cui dovrà operare il prossimo esecutivo. Meloni, all’opposizione del governo Draghi ma nelle questioni importanti ha mostrato il suo sostegno al premier, avrebbe chiesto al presidente del Consiglio deei suggerimenti su ministri super partes, dei tecnici affidabili da inserire nella futura squadra di governo.

Giorgia Meloni
Giorgia Meloni

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Salvini vuole svelare le carte. Ma Meloni frena

Giorgia Meloni sta cercando in tutti i modi di rendere credibile e presentabili, anche agli occhi di Bruxelles e di Washington un suo futuro governo lontano dagli estremismi politici. Per questo potrebbe affidarsi all’autorevolezza di cui godono alcuni ministri del governo Draghi che renderebbero credibile il suo governo. Tra questi sarebbe emerso il nome di Panetta, ex direttore di Bankitalia e membro della Bce e anche l’attuale ministro della Transizione ecologica Cingolani.

Il sospetto di Salvini è che questi draghiani si insinuino in un governo di centrodestra. Queste ipotesi sono state prontamente smentite da Palazzo Chigi ma gli incubi di Salvini non si fermano. Per questo preme affinché Giorgia Meloni scopra le sue carte. La leader di FdI però continua a ribadire che è presto e che i nomi dei ministri si faranno dopo. Anche per questo ha frenato le pulsioni di Salvini di tornare al Viminale perché “da che mondo è mondo le squadre di governo si fanno in base al risultato elettorale”.

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ultimo aggiornamento: 05-08-2022


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