Cafu e Serginho, le frecce brasiliane del Milan di Ancelotti

Il Milan di Ancelotti che vinse tutto poteva contare su Cafu e Serginho, tra i migliori laterali della storia rossonera. Dopo di loro, la qualità dei terzini non è più stata all’altezza…

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Da quando, al termine della stagione 2007/08 (quella che ha visto il Milan salire sul tetto del mondo), Cafu e Serginho hanno dato l’addio ai colori rossoneri e al calcio giocato, per il club meneghino si sono aperte due falle sulle corsie laterali. Oddo e Jankulovski, designati all’eredità dei due brasiliani, hanno ben presto calato le prestazioni, mentre Zambrotta è giunto al Milan al tramonto della carriera. Negli ultimi anni, il più continuo è stato il biondo Abate, scudettato nel 2011, il quale però non ha mai spiccato. Dietro, il buio o quasi…

1999, sbarca il Concorde

Nell’anno del Centenario, con il Milan che si fregia dello scudetto conquistato in quel di Perugia, tra i rinforzi della campagna acquisti c’è il 28enne Sergio Claudio dos Santos, meglio noto come Serginho. Mancino naturale, l’esterno del San Paolo e della Nazionale carioca, sbarca a Milanello in cambio di 18 miliardi delle vecchie lire. Al debutto, fornisce subito un assist a Shevchenko, il primo di una lunga serie. Siccome Zaccheroni gioca con il 3-4-3, per Serginho l’impiego in pianta stabile è quello di esterno sinistro. Con Ancelotti, il classe ’71 gioca più alto e si mette in mostra nella finale di Coppa Italia del 2003, segnando una doppietta! All’Old Trafford, nella finale di Champions League, segna uno dei rigori nella lotteria finale.

2003, arriva il Pendolino

Quattro anni più tardi, nell’estate successiva al trionfo di Manchester, il Milan piazza il colpo di mercato, portando in rossonero Marco Evangelista de Moraes, semplicemente Cafu. Il due volte campione del mondo con il Brasile desta qualche dubbio data l’età non più verdissima: invece, l’ex Roma si prende la fascia destra in maniera incontrastata. Le sue discese faranno la fortuna dei vari Inzaghi, Shevchenko e Crespo, abilissimi a sfruttare le pennellate del classe ’70.

Il tandem carioca

Con Cafu e Serginho, il Milan di Ancelotti può contare su due frecce nell’arco davvero invidiabili. L’undici rossonero espone agli occhi del mondo calcistico un calcio sublime e il contributo tecnico-tattico dei due cursori brasiliani sarà fondamentale. Fino al 2008, quando, insieme, Cafu e Serginho annunciano la fine della loro carriera.