Coronavirus, test rapidi: cosa sono, come funzionano e quali sono le principali differenze con i tamponi.

Con il via libera del Cts e del Ministero della Salute, la scuola potrà avvalersi anche dei test rapidi per contrastare il coronavirus, o meglio per implementare l’azione di monitoraggio così da poter agire in maniera decisamente più tempestiva in caso di soggetti positivi al Covid.

Test rapidi, cosa sono come funzionano e quali sono le differenze con il tampone tradizionale

Si tratta degli esami utilizzati negli aeroporti per i passeggeri provenienti da zone a rischio, ad esempio. Il test consiste in un prelievo con una specie di cotton fioc. La differenza con il tampone tradizionale consiste nel fatto che la risposta arriva nel giro di venti o trenta minuti. Con il tampone per la risposta bisogna attendere dalle ventiquattro alle quarantotto ore.

Il vantaggio è evidente. Con i test rapidi si può intervenire in maniera più tempestiva nel caso di positività. E nella lotta al coronavirus, come abbiamo imparato in questi mesi, la tempestività è una componente fondamentale.

Coronavirus

I test rapidi nelle scuole

Il Comitato Tecnico Scientifico si è espresso a favore dell’introduzione dei test rapidi nelle scuole per poter procedere ad una azione di monitoraggio più rapida e quindi evidentemente ancora più efficace.

Bisogna dire che dall’inizio dell’anno scolastico i casi di coronavirus nelle scuole sono in qualche modo abbastanza contenuti. Si sono registrati casi in centinaia di istituti e meno di 100 sono stati costretti alla chiusura (anche di pochi giorni). Inoltre analizzando i dati nazionali, sembra che almeno per il momento il ritorno dei ragazzi a scuola abbia un impatto meno incisivo sulla circolazione del virus a livello nazionale.

Ovviamente è presto per poter fare una stima o un bilancio credibile, ma arrivati alla fine del mese di settembre in Italia la situazione coronavirus è ancora largamente sotto controllo.

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coronavirus cronaca scuola

ultimo aggiornamento: 30-09-2020


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