Il terzino dello United, cresciuto nelle giovanili del Milan, non ha certo dimenticato il passato in rossonero. Ecco le sue parole

Al Manchester United è ormai uno dei veterani: Matteo Darmian, difensore di fascia destra, è approdato ai Red Devils nell’ormai lontana estate del 2015, dopo un periodo di crescita esponenziale che lo avevano portato dal Palermo al Torino, passando anche per l’approdo in nazionale azzurra e la sfortunata (ma positiva per lui) partecipazione al Mondiale brasiliano del 2014. L’esperienza in Inghilterra, iniziata con un anno da titolare, è andata via via facendosi più complicata: 39 presenze alla prima stagione, 29 la seconda, 17 la terza e solo 7 nel corso dell’anno passato. Darmian sembra finito fuori dai radar di Solskjaer e il rientro in Italia pare essere una possibilità: intanto, però, domani ci sarà la sfida tra il suo United e il Milan, squadra in cui è cresciuto. Ecco i suoi ricordi sul sito ufficiale del Man Utd.

Le parole di Darmian: “Al Milan cresciuto come uomo e calciatore”

Sono cresciuto al Milan, ho fatto parte dell’accademia rossonera per quasi dieci anni, sono cresciuto sia come calciatore che come uomo, sono fiero di questo. Quando ero lì io il Milan era una delle squadre più forti del mondo, c’erano un sacco di grandi giocatori “.

La rassegna di campioni accanto a cui si è allenato da giovane è lunga. “Andrea Pirlo è uno di quelli che quando gioca si assume più responsabilità. Vuole sempre la palla tra i piedi e cerca di smistarla in avanti. Gattuso è chiaramente quel tipo di centrocampista che tutti vorrebbero nella propria squadra, perché recupera molti palloni e pressa in ogni parte del campo. C’erano anche Seedorf e Rui Costa, capaci di fare tanti assist: tutti i centrocampisti erano molto forti“.

Alessandro Nesta
Fonte foto: https://www.facebook.com/sandronestaofficial/

Darmian: “Maldini era il mio idolo: senza dimenticare Nesta…”

C’erano tanti grandi giocatori – prosegue Darmian – ma il mio idolo era ed è Paolo Maldini. Era un difensore di livello mondiale: quando mi allenavo con la prima squadra cercavo sempre di guardare le sue mosse, perché sapevo che era uno dei migliori. Senza dimenticare Alessandro Nesta: loro due erano i miei eroi“.

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ultimo aggiornamento: 02-08-2019


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