Bagheria, arrestato il boss. Voleva uccidere la figlia per relazione con carabiniere

Blitz antimafia a Bagheria, in provincia di Palermo. Il boss Pino Scaduto è tornato in cella: aveva ordinato l’uccisione della figlia, rea di avere una relazione con un maresciallo dei carabinieri.

chiudi

Caricamento Player...

BAGHERIA (PA) – Alle prime luci dell’alba i Carabinieri diretti dal colonnello Di Stasio hanno eseguito 16 arresti nei confronti del mandamento di Bagheria, uno dei centri pulsanti della mafia palermitana. L’indagine è stata eseguita dalla Dda del capoluogo siciliano, a opera del procuratore Lo Voi e dell’aggiunto De Luca. L’inchiesta ha ricostruito e smantellato la rete che continuava a imporre il pizzo a imprenditori e commercianti.

Il boss torna in carcere

I militari hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Pino Scaduto, Pietro Liga, Antonino Virruso, Francesco Speciale, Giacinto Di Salvo, Salvatore Zizzo, Vito Guagliardo, Damiano D’Ugo, Vincenzo Urso, Andrea Lombardo, Michele Modica, Giovan Battista Rizzo, Giovanni Trapani, Francesco Lombardo, Andrea Carbone e Nicola Marsala. Il primo nome della lista è quello del boss di Bagheria: Scaduto era stato arrestato nell’ambito dell’Operazione Perseo nel 2008 e sei mesi fa era tornato in libertà. Secondo gli inquirenti avrebbe cercato di ricostruire la cosca, una delle più importanti in seno alla Cupola.

L’ordine di uccidere la figlia

Tra le accuse rivolte a Pino Scaduto c’è anche quella di aver commissionato l’omicidio della figlia, rea di avere intrecciato una relazione con un giovane maresciallo dei carabinieri. Un affronto per il codice mafioso. “Tua sorella si è fatta sbirra“, diceva al figlio mentre era tra le sbarre, sospettando di essere finito in manette per colpa proprio della figlia. Il boss voleva anche l’eliminazione del carabiniere ma il figlio si è rifiutato di eseguire l’ordine: “Io non lo faccio, il padre sei tu e lo fai tu… Io non faccio niente… Mi devo consumare io? Consumati tu, io ho trent’anni, non mi consumo…“.