Torino, si dimette il capo di gabinetto del sindaco Appendino

Paolo Giordana, capo di gabinetto del sindaco di Torino Appendino, si è dimesso dopo la pubblicazione delle intercettazioni delle telefonate in cui chiedeva al presidente di Gtt di togliere una multa a un amico.

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TORINO – “Sono convinto della correttezza del mio operato e lo dimostrerò nelle sedi opportune. Mi preme, più che ogni altra cosa, tutelare la Città di Torino e l’Amministrazione. Per questa ragione ho prontamente rassegnato le dimissioni nelle mani della Sindaca“. Con queste parole, Paolo Giordana, si è dimesso dall’incarico di capo di gabinetto del primo cittadino del capoluogo piemontese.

La multa all’amico

A costare il posto a Giordana un’intercettazione telefonica nella quale il braccio dello destro di Chiara Appendino chiede che venga tolta ad un suo amico una multa presa su un bus. “I controllori di Gtt? Sono tanto bravi, però sono un po’ troppo, come dire, quadrati“. Questo un passaggio nel quale Giordana chiede all’ad della società di trasporti la cancellazione della multa. Nello specifico, un verbale da 90 euro che, se pagato subito sul bus, si sarebbe ridotto a 25 euro.

Le reazioni

“Accetto le dimissioni di Paolo Giordana, sono umanamente dispiaciuta per la persona, lo ringrazio di aver messo al primo posto l’interesse della Città”, ha dichiarato a caldo il sindaco Appendino. Il leader M5S DI Maio, a Torino per la marcia per le Regionali, ha detto ai giornalisti: “Le dimissioni di Giordana? Si commentano da sole. Chi fa errori come questo va fuori“.

Le indagini sulla Ream

Paolo Giordana è stato intercettato nell’ambito dell’inchiesta per lo scandalo del non inserimento nel bilancio del Comune di Torino di un debito nei confronti della società Ream. L’ormai ex capo di gabinetto, insieme alla sindaca Chiara Appendino e all’assessore Sergio Rolando, sono indagati per falso in bilancio. Poche ore fa, infatti, Giordana è stato interrogato dai magistrati.