Italia, il Fmi rivede al ribasso la crescita del Pil nel biennio 2018-2019
Vai al contenuto

Direttore: Alessandro Plateroti

Il Fmi taglia le stime del Pil dell’Italia: “Roma segua le direttive Ue”

Il Fmi taglia le stime del Pil dell’Italia: “Roma segua le direttive Ue”

Notizie non buone dall’aggiornamento dell’outlook del Fmi. Da Washington, infatti, si prevede per l’Italia una crescita del Pil dell’1,2%, -0,3% rispetto alla precedenti previsioni.

Il Fmi (Fondo monetario internazionale) taglia le stime di crescita per il Belpaese. Secondo il World Economic Outlook aggiornato a luglio, infatti, il Pil dell’Italia crescerà nel 2018 dell’1,2% e dell’1% nel 2019: in calo, rispettivamente, dello 0,3% e dello 0,1%. La revisione al ribasso rispetto ad aprile è legata al “deterioramento della domanda esterna e interna e all’incertezza sull’agenda del nuovo governo“.

Bonus 2024: tutte le agevolazioni

riscuotere pagamento tramite contrassegno
Fonte toto copertina: pixabay.com/it/cashbox-denaro-valuta-cassa-1642989/

Il monito all’Italia

Il capo economista del Fmi, Maurice Obstfeld, ha dichiarato: “E’ imperativo per la politica di bilancio mantenere la fiducia dei mercati, e abbiamo visto un aumento degli spread e questo rende il Paese più vulnerabile. E’ importante che il governo operi nel contesto delle regole europee“.

Pericolo spread

Poi, il dirigente del Fmi ha precisato: “Le recenti difficoltà nel formare un governo in Italia e la possibilità di un rovesciamento delle riforme o l’attuazione di politiche che potrebbero danneggiare la sostenibilità del debito hanno innescato un aumento degli spread. L’incertezza politica e sulle politiche potrebbe scoraggiare gli investimenti privati e indebolire l’attività economica in diversi paesi, aumentando la possibilità di riforme più lente o significativi cambi negli obiettivi“.

Riforme e debit0

Infine, Obstfeld ha ammonito rispetto ai rischi che potrebbero scaturire, ad esempio, dallo stravolgimento della Fornero: “In Italia le passate riforme pensionistiche e del mercato del lavoro dovrebbero essere preservate e ulteriori misure andrebbero perseguite, quali una decentralizzazione della contrattazione salariale per allineare i salari con la produttività del lavoro a livello aziendale. Nell’area euro Paesi con limitato spazio di bilancio (per esempio Francia, Italia e Spagna) – dice ancora il Fmi – dovrebbe usare questo periodo di crescita sopra il potenziale e di politica monetaria accomodante per ricostruire cuscinetti di bilancio, che potrebbero alleviare le tensioni fra banche e debito sovrano“.

Riproduzione riservata © 2024 - NM

ultimo aggiornamento: 9 Ottobre 2018 9:04

Il presidente Mattarella: “In 100 anni emigrati 26 milioni di italiani”

nl pixel