Il Milan convince ma non vince: ecco (per ora) cosa va e cosa non va

Il Milan convince ma non vince: ecco (per ora) cosa va e cosa non va

La Gazzetta ha analizzato lo stile di gioco espresso dal Milan nelle prime tre uscite. Ecco i punti forti e deboli della squadra di Giampaolo.

La Rosea, con grande lucidità, ha analizzato le tre partite fin qui disputate dal Milan (Novara, Bayern Monaco e Benfica), cercando di esaminare punti forti e deboli del gioco di Giampaolo. E’ chiaro che si tratta di un discorso apertissimo, dato che il lavoro del tecnico è ancora agli albori: rispetto allo scorso anno, però, la squadra comincia a muoversi in maniera molto diversa.

Ecco cosa va nel Milan di Giampaolo

È un Milan che dialoga al 90% palla a terra e lo fa con un giro palla rapido – o almeno, tenta di farlo –, con una gestione del pallone che non prevede più di due-tre tocchi a giocatore, a meno che portare palla non dia garanzia di creare la superiorità numerica. In particolare a colpire è la ragnatela di passaggi nelle parti centrali del campo“.

E se in fondo può essere normale che sia così all’altezza della propria mediana, fa invece un certo effetto che la squadra ci provi – e spesso ci riesca – nella mediana altrui. Ovvero al vertice opposto del rombo, dove le maglie avversarie si fanno inevitabilmente molto strette“.

Suso Bayern Monaco-Milan Milan-Benfica
Fonte foto: https://www.facebook.com/ACMilan/

Milan, in termini numerici il piatto però piange

Se lo sviluppo del gioco è confortante, in termini numerici il piatto piange. Il Milan ha giocato tre partite – Novara, Bayern, Benfica -, non ne ha vinta una (un pareggio con i piemontesi e poi due k.o.) e ha messo a segno soltanto un gol. E se il fatto di non aver ancora vinto è tutto sommato un peccato veniale, quello di aver segnato poco invece è un fattore rilevante“.

Un po’ per sfortuna, un po’ per mancanza di lucidità, un po’ per confusione proprio negli istanti finali dell’azione, i rossoneri non sono mai riusciti a capitalizzare il lavoro prodotto. E a spiccare in questo senso è lo scarso coinvolgimento di Piatek nella chiarissima manovra che il Milan sta imparando a mettere in pratica. Nel momento in cui Giampaolo troverà il modo di renderlo davvero il terminale del proprio gioco, la macchina sarà quasi perfetta“.

ultimo aggiornamento: 30-07-2019

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