Milan, il mito svedese del Gre-No-Li riporta lo scudetto dopo 44 anni di attesa

I rossoneri, a digiuno dal 1907, tornano a vincere il campionato nel 1951 con la firma del Gre-No-Li: Gren, il Professore, Nordhal, il Pompierone, e Liedholm, il Barone.

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Per i tifosi milanisti più longevi, Gre-No-Li è sinonimo di un Milan che ritorna a dettare legge e che si affaccia per la prima volta sul palcoscenico internazionale. Per i più giovani, quella sigla è una leggenda narrata e tramandata di generazione in generazione…

Sembrava una maledizione: dopo i primi tre scudetti delle origini, con la firma inconfondibile di Herbert Kilpin, il Milan non riuscì più a vincere lo scudetto per svariati lustri. Qualche secondo posto, una Coppa Federale (non riconosciuta per il titolo nazionale, ndr) e nulla più. Nel secondo Dopoguerra, alla testa del Diavolo c’è l’imprenditore Umberto Trabattoni con il genero Antonio Busini nel ruolo di direttore tecnico, affiancando l’allenatore ungherese Czeizler.

La costruzione del Gre-No-Li

Una nuova alba rossonera sorge nei primi giorni del 1949: il 26 gennaio, alla stazione centrale di Milano, arriva Gunnar Nordhal, colossale attaccante (180×90) trascinatore della Nazionale olimpica svedese vincitrice dell’oro a Londra. Il “Pompierone”, come era soprannominato in Patria per via del lavoro di vigile del fuoco, iniziò a segnare valanghe di gol ma il Milan non decollava. Così, un giorno, Nordhal si recò alla sede del club: “Lassù in Svezia ho due miei amici che giocano molto bene al pallone, uno si chiama Gunnar Gren e l’altro Nils Liedholm, io vi consiglio di prenderli“. Il consiglio fu preso alla lettera e in estate i rossoneri completarono il terzetto scandinavo.

Scudetto e Coppa Latina

Dopo una stagione di rodaggio, ai nastri di partenza del campionato 1950/51 il Milan si presentò con questo undici: Buffon; Silvestri, Bonomi; Annovazzi, Tognon, De Grandi; Burini, Gren, Nordahl, Liedholm, Renosto. La mente era Gren, detto il “Professore” per via delle sue abilità tattiche, Liedholm (atleta perfetto, ndr) era il polmone della squadra, Nordhal lo spietato finalizzatore. Al termine della stagione, il Milan si laureò finalmente campione d’Italia: 107 gol (Nordhal capocannoniere con 34 reti) e un calcio offensivo e spettacolare come non si era mai visto. Il Milan del Gre-No-Li, non pago, pichi giorni dopo alzò al cielo anche la Coppa Latina, antesignana della Coppa dei Campioni. Il trio svedese si sciolse due stagioni dopo, con Gren che passò alla Fiorentina. Come nacque la sigla? Sembra che un giornalista avesse difficoltà a scrivere i nomi e allora coniò la fortunatissima abbreviazione.