Giovanni Galli, il portiere del grande Milan di Sacchi

Poco spettacolare ma di grande affidabilità, Giovanni Galli fu uno dei primi acquisti della gestione Berlusconi. Titolare indiscusso nella super-difesa sacchiana, lasciò il Milan dopo aver vinto la seconda Coppa dei Campioni.

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Spesso, sfogliando le pagine dei giornali all’indomani delle gare del Milan di fine Anni ’80, alla pagella di Giovanni Galli si accompagnavo due lettere puntate, ossia s.v.. Letteralmente, “senza voto”, a dimostrare che la ferrea fase difensiva dei giocatori di Sacchi non aveva fatto giungere praticamente alcuna conclusione verso lo specchio del portiere toscano. A onor del vero, Giovanni Galli si è dimostrato nel corso delle quattro stagioni trascorse a Milanello come il miglior numero uno che i rossoneri potessero sperare di avere a difesa dei pali: lo squadrone guidato dal profeta di Fusignano necessitava proprio di un estremo difensore come il classe ’58 di Pisa, ossia un grande professionista capace di rispondere sempre presente nelle poche occasioni da rete concesse agli avversari.

89 gol subiti in 147 gare…

Giovanni Galli approdò al Milan nel 1986, dopo i Mondiali messicani in cui era stato oggetto di forti critiche. Uno dei primi acquisti dell’era Berlusconi, comprato per 5 miliardi di lire dalla Fiorentina. Una stagione agli ordini di Liedholm, poi sotto la direzione di Sacchi. Il portiere compone una delle linee difensive più forti della storia del calcio con i vari Tassotti, Costacurta, Baresi e Maldini. Nella stagione 1989/90, il tecnico rossonero decise di impiegare Pazzagli in campionato e di affidare a Giovanni Galli i match internazionali. L’epilogo fu la separazione dai rossoneri dopo il 23 maggio 1990, data dell’ultima gara con la maglia numero uno del Diavolo al “Prater” di Vienna con la vittoria della seconda Coppa dei Campioni consecutiva. E proprio nella massima competizione continentale Giovanni Galli ha dato il meglio di se stesso con alcune prestazioni clamorose. Nell’edizione 1988/89, negli ottavi di ritorno contro la Stella Rossa, il portiere respinge due rigori alla lotteria dal dischetto a Belgrado mettendo le proprie mani sul passaggio del turno. Nella stagione successiva, ai quarti di finale contro i belgi del Malines, i rossoneri soffrono nella gara d’andata in Belgio e lo 0-0 finale è merito soprattutto delle parate prodigiose di Giovanni Galli.