Muslim ban, la Corte Suprema dà (parziale) ragione a Trump

5 paesi low cost dove rifarsi una vita

I giudici hanno riammesso l’ordine esecutivo del presidente degli Stati Uniti. Il “muslim ban” non varrà in alcuni casi. Trump esulta: “Vittoria chiara”.

WASHINGTON (USA) – La decisione della Corte Suprema sta già facendo discutere in tutti gli Stati Uniti. I giudici, infatti, hanno riammesso il cosiddetto “Muslim ban“, l’ordine esecutivo del presidente americano con il quale si vieta l’ingresso nel Paese dei viaggiatori provenienti da sei Stati a prevalenza musulmana: Iran, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen.

Gli effetti e le eccezioni

La Corte Suprema, riammettendo il muslim ban, ha tuttavia identificato alcune eccezioni: potranno essere ammessi nel territorio nazionale “gli stranieri che hanno una relazione con una persona o un’entità negli Usa”. La pronuncia del massimo organo giudiziario lascia, quindi, qualche margine di interpretazione alle autorità di frontiera. Pertanto, sembra scontato che potranno rientrare tutti coloro che hanno un’occupazione o che studiano negli Stati Uniti. Il provvedimento ritornerà in vigore giovedì 29 giugno e dovrebbe durare per 90 giorni come prevede il decreto nella sua seconda versione, firmato dal presidente il 9 marzo scorso. Per effetto della sentenza, sono bloccati per 120 giorni anche tutti i profughi e, a tempo indeterminato, i rifugiati provenienti dalla Siria.

Decisione finale a ottobre

La Corte Suprema ha inoltre comunicato che nel mese di ottobre prenderà una decisione definitiva sul “muslim ban”, esaminando attentamente due sentenze: quella della Corte d’Appello di Richmond (Virginia) che ha stabilito che il provvedimento di Trump violasse il primo emendamento e quella della Corte d’Appello di San Francisco (California) che ha dichiarato il provvedimento del capo della Casa Bianca esorbitante rispetto ai poteri costituzionali. Nel frattempo, Donald Trump esulta: “Una chiara vittoria“. E cresce lo scontro politico, dato che la decisione dell’Alta Corte è stata sospinta dal giudice Neil Gorsuch, nominato proprio dall’inquilino della Casa Bianca, dimostrando totale sintonia con il presidente.

Ricevi le ultime notizie in Real Time, lascia la tua email qui sotto:

Privacy Policy
Se ti è piaciuta la notizia, condividila sui social!

ultimo aggiornamento: 27-06-2017

Fabio Acri