Ema, il Parlamento Europeo vota contro il ricorso dell’Italia su Amsterdam

L’assegnazione della sede dell’Ema (Agenzia europea del farmaco) a Amsterdam non verrà revisionata. La commissione del parlamento Ue ha bocciato l’emendamento di Mercedes Bresso in favore di Milano.

BRUXELLES – L’Ema, Agenzia europea del farmaco, rimarrà a Amsterdam. La sede, precedentemente a Londra, ha necessitato di una nuova collocazione dopo la Brexit e nel voto finale la capitale olandese è stata preferita a Milano. Senonché i ritardi nei lavori hanno messo in dubbio la capacità di Amsterdam di accogliere l’Ema entro i termini previsti. Cosicché l’Italia si è mossa a più livelli per provare a giungere a una revisione della decisione.

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Il no del Parlamento Ue

Poche ore fa, la commissione Affari costituzionali del Parlamento Europeo ha votato sull’emendamento presentato dalla relatrice Mercedes Bresso (Pd), nella quale si chiedeva di eliminare dal testo del nuovo regolamento dell’Ema – proposto dalla Commissione Ue – ogni riferimento alla città di Amsterdam come nuova sede e di tornare a discuterne. I sì sono stati appena 7 mentre i voti contrari ben 14, con una sola astensione. L’iniziativa era stata votata  da tutto il gruppo dei Socialisti e democratici (S&D). Amaro il commento della Bresso: “La proposta è stata respinta col voto determinante di tutto il Ppe e dei liberali dell’Alde. Vane le rassicurazioni del gruppo popolare e del presidente Tajani…“.

Ma Milano non si ferma

Nonostante la bocciatura, il Sindaco di Milano Giuseppe Sala e il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni hanno fatto sapere di non essere intenzionati ad arrendersi e proseguiranno la loro battaglia.

Il prossimo appuntamento è fissato per il prossimo 12 marzo, quando a votare sarà la Commissione Ambiente: le sensazioni sono tutt’altro che favorevoli ma si attende con ansia il risultato del voto.

Gli ultimi avvenimenti tra l’Italia e Bruxelles non sono andati benissimo – aveva dichiarato Roberto Maroni – mi auguro che il Governo riesca a far prevalere non tanto la forza e la competitività di Milano, quanto il diritto alla salute dei cittadini che va salvaguardato. Occorre che il Governo chieda la convocazione urgente del Consiglio Europeo che è l’unico che può decidere: non credo che dalla Corte europea ci saranno grandi soddisfazioni. è tutta una questione politica”.

ultimo aggiornamento: 27-02-2018

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